Esiste un immenso patrimonio di lavoro volontario che sostiene silenziosamente molte attività sul nostro territorio, un impegno dato spesso per scontato finché non rischia di venire a mancare. È quanto sta accadendo nella gestione faunistico-venatoria in Emilia-Romagna, dove un sistema basato per decenni sulla collaborazione gratuita tra cacciatori e istituzioni ora sembra destinato a essere smantellato
Indispensabile avere notizia in tempo reale di quali e quanti capi vengono abbattuti, anche al fine di adottare un idoneo calendario venatorio
La ciclovia va ad inserirsi in un’area deputata alla caccia, limitandone implicitamente i confini
Apportare le necessarie modifiche, peraltro già segnalate dalle associazioni venatorie, affinché gli obiettivi perseguiti dal Piano possano essere realisticamente raggiunti
Nel frattempo il Consigliere Mastacchi chiede alla Giunta di prevedere per i cacciatori un rimborso delle tasse già pagate oltre alla riduzione di quelle future, viste le giornate di caccia ormai perse a causa del proliferare dei ricorsi sul calendario venatorio
Il Consigliere esprime il suo rammarico per l’interpretazione deviante data dall’articolo della testata locale, in particolare dal titolo.
definire in maniera trasparente le abilitazioni di ciascun cacciatore e renderle pubbliche e di facile consultazione attraverso la realizzazione di un albo o elenco pubblico accessibile anche tramite SPID
Diverse segnalazioni da cacciatori selecontrollori, abilitati intorno agli anni 2000, hanno evidenziato probabili errori amministrativi di trascrizione, il cui risultato è il mancato riconoscimento di tutte le loro abilitazioni.
Nell’elenco delle migliorie proposte, tra le altre, il superamento dell’assenso scritto da parte dei proprietari dei terreni agricoli premesso che rimane consigliato il preavviso.
Mastacchi. "C'è un grande aumento del numero di animali e di migrazioni verso la città, quindi qualcosa non sta funzionando"