Al momento stai visualizzando Piano di controllo della volpe: associazioni inascoltate

Bologna, 27 febbraio 2024 – Un’interpellanza del Capogruppo di RETE CIVICA Progetto Emilia-Romagna, consigliere Marco Mastacchi porta all’attenzione della Giunta l’impossibilità di attuazione del piano di controllo alla volpe, così come approvato e regolamentato dal DGR del 5 febbraio 2024, n. 196 della Regione Emilia-Romagna e a valere sull’intero territorio regionale, esclusi soltanto Parchi Nazionali e Regionali, nonché le Riserve Statali e Regionali.

Premesso che le attività di controllo previste dal Piano sono attuate da operatori espressamente autorizzati e selezionati dalla Regione, attraverso appositi corsi di preparazione e direttamente coordinati dal personale di vigilanza delle Province e della Città Metropolitana di Bologna, sono state affidate alla Polizia Provinciale specifiche istruttorie, che rallentano, quando non impediscono, l’attuazione del Piano. Tra le verifiche date in competenza alla Polizia Provinciale: verificare l’opportunità del prelievo (per esempio presenza di tane attive) e accertare l’azione predatoria della volpe all’interno dell’Istituto interessato mediante una specifica istruttoria tecnica. Va da sé che, se l’attività può essere autorizzata solo dopo una specifica istruttoria della Polizia Provinciale, a seguito della preventiva segnalazione degli operatori, la tempistica di questi passaggi amministrativi determina l’inoperatività del Piano. Le associazioni venatorie e agricole hanno inviato con largo anticipo le loro osservazioni al fine di migliorare l’attesa delibera in fase di rinnovo, ma i loro suggerimenti non stati presi in considerazione, né peraltro è stato preventivamente condiviso il contenuto della delibera.

Ulteriori considerazioni: una delle maggiori criticità dei nostri argini è proprio data dalle tane create dagli animali fossori come nutrie, volpi etc. Nel Piano di controllo per finalità di prevenzione di rischio idraulico (arginature) o smottamenti (terrapieni stradali e/o ferroviari) si richiede l’utilizzo di munizioni atossiche, che tutti sappiamo essere più dure, che non si frantumano ma che tendono a rimbalzare. Essendo l’attività spesso svolta in pianura e lungo gli argini dei fiumi il pericolo che non si arrestino diventa molto elevato. La DGR prevede inoltre che il tiro con ausilio di fonte luminosa da automezzo può essere utilizzato durante l’intero anno solare ”da un’ora dopo il tramonto fino alla mezzanotte”, ma in questo modo si impedisce di fatto la caccia visto che in estate le giornate sono notoriamente più lunghe, le ore di luce sono maggiori e, chiudendo alle ore 24.00 l’operatore ha solo il tempo di arrivare sul posto prima di iniziare ad operare, mentre proprio per ovviare a questo le associazione venatorie avevano chiesto di estendere l’orario fino alle ore 2.00 del mattino solo per la stagione estiva.

Il Consigliere Mastacchi interpella la Giunta per sapere se, vista l’evidente inoperatività del Piano di controllo della volpe appena approvato, non ritenga opportuno apportare le necessarie modifiche, peraltro già segnalate dalle associazioni venatorie, affinché gli obiettivi perseguiti dal Piano possano essere realisticamente raggiunti.