Al momento stai visualizzando Cau di Parma: paradossi e disservizi vanno risolti

Il Capogruppo di RETE CIVICA Progetto Emilia-Romagna, Consigliere Marco Mastacchi interpella la Giunta Regionale e la sua Presidenza sugli spiacevoli e potenzialmente gravi disservizi subiti dai pazienti al CAU di Parma e chiede quando prevede che lo stesso possa avere una sua più ampia autonomia funzionale, per migliorarne l’efficienza e rispondere in modo qualificato e tempestivo ai bisogni di salute urgenti e non gravi dei cittadini, secondo gli obiettivi dei nuovi servizi di prossimità aperti sul territorio provinciale.

Il CAU di Parma è attualmente strutturato come un distaccamento del Pronto Soccorso, senza avere una piena autonomia per quanto riguarda il personale, le attrezzature e i servizi e, al momento, soffre di evidenti difficoltà gestionali. Difficoltà gestionali che diventano disagi e inefficienze per i pazienti che qui si rivolgono. Da numerose segnalazioni pervenute, emerge che al CAU di Parma, nei giorni scorsi, si sono registrati disservizi all’utenza con potenziali conseguenze anche gravi. I pazienti che, per patologia, necessitano di essere collocati su una barella, vengono spostati in un’apposita sala d’attesa, non collegata né fisicamente né via video con la sala d’attesa principale del CAU, da dove i pazienti vengono chiamati dall’operatore. Questa distanza impedisce ai pazienti in barella di sentire la chiamata degli operatori e rispondere. Accade paradossalmente che chi è in barella e impossibilitato a muoversi, venga così dimesso d’ufficio per “allontanamento volontario” a causa della mancata risposta. Sembra inoltre che, anche se il personale medico ed infermieristico che opera presso il CAU sia stato appositamente formato per garantire una presa in carico appropriata degli utenti, alcuni operatori siano privi delle abilitazioni necessarie per l’utilizzo del defibrillatore (DAE).

Se così fosse, questo esporrebbe loro a rischi professionali e la popolazione a rischio vita. Per aumentare la confusione, sono inoltre in essere due protocolli diversi che riportano patologie diverse: uno dell’Azienda ospedaliera al quale devono attenersi gli infermieri che operano nel triage di Pronto Soccorso, ed uno dell’Ausl al quale si devono attenere gli infermieri che operano nel CAU, fatto che crea non poco disagio al personale e agli utenti che al momento della presa in carico si vedono assegnare prima al CAU e poi alla Guardia Medica. Vista questa situazione, il Consigliere Mastacchi interpella la Giunta regionale per sapere quando prevede che il CAU di Parma possa avere una sua più ampia autonomia funzionale, che migliori la sua efficienza, per rispondere in modo qualificato e tempestivo ai bisogni di salute urgenti e non gravi dei cittadini e se e quando ritiene di aumentare i contributi finanziari necessari a renderlo maggiormente autonomo e più efficiente e migliorare considerevolmente l’ambiente lavorativo in cui opera il personale medico ed infermieristico.