• Tempo di lettura:4 minuti di lettura
Al momento stai visualizzando LIDO di CLASSE: abusi edilizi e un nuovo bando per un campeggio che non decolla

LIDO di CLASSE: abusi edilizi e un nuovo bando per un campeggio che non decolla

Bologna – 5 Novembre 2021 – Il capogruppo di RETE CIVICA – Progetto Emilia-Romagna Marco Mastacchi ha presentato un’interrogazione a risposta scritta alla Presidente dell’Assemblea legislativa Emma Petitti e alla Giunta Regionale per avere chiarimenti sulla situazione del Camping ex “Bisanzio” a Lido di Classe, sulla costa ravennate. 

La storia del Camping Bisanzio a Lido di Classe comincia nel 2013, quando il Comune impone l’abbattimento di 17 casette in legno sorte al posto di altrettante roulottes e giustificate come “ampliamento dei servizi abitativi” delle stesse. Il ricorso al Tar da parte dei proprietari viene respinto e riconfermato l’ordine del Comune. Si conferma l’abuso edilizio in un’area che tra l’altro è soggetta a vincolo paesaggistico e ambientale. 

È del febbraio 2017 la revoca della concessione al gestore per inadempienze riguardanti abusi edilizi. Grazie a un nuovo bando di concessione (di 9 anni estendibili a 18, per il terreno demaniale e relative strutture inamovibili esistenti) viene trovato un nuovo gestore che di fatto però dal 2018 non ha ancora terminato i lavori e riaperto la struttura, perdendo così tre stagioni balneari. Il progetto per il nuovo Camping prevedeva la realizzazione all’interno del campeggio di una zona gioco per bambini e un’area di sgambamento per gli amici a 4 zampe, oltre naturalmente a un bar riservato ai clienti tra dune e pini marittimi, il tutto con piazzole destinate a tende, roulottes e camper, seguendo il principio di promuovere lo spirito originario che è alla base della vacanza da campeggio. Il sito si affaccia direttamente sul mare e confina con la pineta della Riserva naturale della Foce del torrente Bevano ed è chiamato a svolgere un ruolo di equilibrio tra l’urbanizzazione, la pineta e la spiaggia.

«È una grande soddisfazione vedere riaprire un’attività così determinante per lo sviluppo turistico della località, ma ancora di più mi preme sottolineare l’importanza che la riapertura rivestirà nella rivitalizzazione di un’area di pregio che supera uno stato di abbandono, torna fruibile per la collettività e quindi guadagna in sicurezza anche se non mancheremo di essere presenti e vigilare con le nostre forze di polizia locale». Così commentava il vicesindaco Eugenio Fusignani la notizia della riapertura del campeggio prevista nel 2019. 

Ma è passata anche l’estate 2021 e il campeggio non è ancora stato riaperto, privando la località di Lido di Classe di importanti e numerose presenze turistiche, oltre al danno arrecato agli operatori commerciali, ai pubblici esercizi e al danno d’immagine derivato all’intera località. Veronica Verlicchi, capogruppo in consiglio comunale a Ravenna della Pigna, sottolinea queste e altre criticità che affliggono Lido di Classe, ritenuta dalla consigliera di opposizione una delle località più trascurate dagli investimenti dell’amministrazione, che sembra non considerare il Forese e i Lidi parte del Comune di Ravenna.

Marco Mastacchi - 2021 - 12

Il raggruppamento dei Carabinieri per la biodiversità ha concesso più tempo all’operatore per la realizzazione delle infrastrutture, viste anche le notevoli difficoltà dovute alla pandemia e considerato che erano già stati effettuati i primi pagamenti di quanto dovuto. Ma la questione sta diventando urgente e il Presidente della Pro-Loco Terzino Giorgini, così come tutti gli abitanti e gli operatori commerciali della zona si augurano che per la prossima stagione tutto si risolva, e si tolga al degrado una zona che come si diceva è anche soggetta a vincolo paesaggistico e ambientale. 

Mastacchi, nell’esporre alla Giunta la situazione, chiede anche quali siano i problemi che impediscono la riapertura del camping e quali lavori debbano essere ancora effettuati rispetto al progetto presentato in sede di partecipazione al bando e se la Regione non ritenga opportuno intervenire, per garantire la riapertura prima della prossima stagione estiva, e scongiurare lo stato di abbandono di una vasta area che andrebbe ad incidere sull’economia locale, già provata dalla crisi pandemica.