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Passi carrai, è caos cartelle in provincia di Bologna

“Sono arrivate a sconvolgere l’economia traballante di famiglie in zone già disagiate, come quelle della montagna, a chiedere tasse per l’occupazione di suolo pubblico che sono accessi pedonali o funzionali alle attività produttive e indispensabili per poter compiere il lavoro, quando lo stesso non sia stato ridotto o fermato totalmente dall’emergenza pandemica. E non solo si richiedono i canoni correnti, ma anche gli arretrati e tutti in una volta”, sbotta il consigliere regionale Marco Mastacchi (Rete Civica) che già nella veste di sindaco aveva condotto una battaglia per rendere trasparente un’imposta che affluisce nelle casse di Palazzo Malvezzi.

Negli anni scorsi, consapevoli di essere titolari di accessi di vario tipo, molte persone hanno cercato di informarsi per sapere quanto e come dovevano pagare – aggiunge Mastacchi –, ma nessuno è stato in grado di rispondere loro. E nessuno li ha avvisati che la botta sarebbe arrivata tutta in una volta e nemmeno delle dimensioni economiche delle richieste”, conclude il consigliere. Il quale avanza il sospetto che tanta premura derivi dal fatto che ad inizio aprile dodici strade provinciale sono state passate in gestione ad Anas, con i 177 chilometri di carreggiate e la relativa dote di imposte.


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