Al momento stai visualizzando BLUETONGUE IN EMILIA-ROMAGNA – Un’emergenza annunciata

Bologna 11 novembre 2025 – Delle criticità nella gestione dell’emergenza Bluetongue (lingua blu) in Emilia-Romagna, un virus che ha colpito duramente gli allevamenti di ruminanti, in particolare nella provincia di Rimini, si è discusso in Commissione Politiche per la Salute e Politiche Sociali in risposta a un‘interrogazione presentata dal Consigliere Mastacchi di Rete Civica.

Mastacchi ha sollevato dubbi sulla strategia di comunicazione e vaccinazione adottata dalla Regione, evidenziando che l’affidamento esclusivo all’ARA (Associazione Regionale Allevatori) ha probabilmente portato a disinformazione e ritardi tra gli allevatori non associati. A seguito dell’emergenza ha richiesto un intervento urgente per migliorare la disponibilità dei vaccini e rafforzare il monitoraggio epidemiologico, chiedendo maggiore trasparenza e il coinvolgimento di enti come le Aziende USL. Ultima ma non meno importante la richiesta di indennizzi concreti per le gravi perdite subite e l’urgenza di una strategia di tutela a lungo termine per il settore ovicaprino, già fragile e minacciato.

La seduta, che ha visto congiunte le Commissioni politiche per la salute, politiche sociali ed economiche della Regione Emilia-Romagna, era focalizzata sulla gestione di due gravi emergenze sanitarie animali: la Peste Suina Africana (PSA) e il Bluetongue. Il Commissario Straordinario per la PSA, Giovanni Filippini, e il Dott. Stefano Benedetti dei servizi veterinari regionali, hanno esposto un quadro aggiornato sulla diffusione dei virus sul territorio, in particolare nelle province appenniniche, e sulle strategie di contenimento adottate. La Bluetongue. A differenza della PSA, non si trasmette per contatto diretto, ma attraverso la puntura di un minuscolo moscerino. La sua vera insidia, però, risiede in un complice insospettabile: il bovino. La Bluetongue colpisce duramente gli ovini, causando sintomi gravi (da cui il nome “lingua blu”). I bovini, invece, non subiscono danni, possono contrarre il virus e non mostrare alcun sintomo, ma rimangono infetti per lungo tempo. Questo meccanismo, in cui il virus si nasconde in una vasta popolazione di portatori sani, rende il controllo epidemiologico estremamente complesso. La malattia, causata dal sierotipo 8 (BTV8), è considerata endemica nella regione. La strategia principale si basa sulla vaccinazione volontaria degli ovini, la specie più colpita clinicamente.

Una criticità emersa è il ritardo con cui è iniziata la campagna vaccinale nel 2025. La raccomandazione strategica per il futuro è di anticipare la vaccinazione prima dell’inizio della stagione di attività del vettore (l’insetto culicoides), idealmente entro il mese di marzo, per garantire una protezione efficace. “La sensibilizzazione verso gli allevatori diventa l’elemento essenziale” conclude l’Assessore Fabi. “Mi ritengo soddisfatto ma la raccomandazione è di raggiungere tutti gli allevatori in modo da lasciare a tutti la possibilità di decidere se vaccinare o meno. Poi ognuno sarà responsabile della propria decisione. Credo che se ci fosse stata una buona campagna informativa anche gli eventuali alibi sarebbero stati smontati con più facilità” conclude Mastacchi che chiede una maggiore trasparenza e ristori economici  per gli allevatori che sono stati colpiti da Bluetongue.

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