Al momento stai visualizzando SICUREZZA E DEGRADO A BAGNACAVALLO – Interpellanza di Mastacchi discussa in Aula

Bologna, 31 ottobre 2025 – É stata discussa nel corso dell’ultima Aula un’interpellanza alla Giunta regionale dell’Emilia-Romagna del Consigliere Mastacchi di Rete Civica, focalizzata sul crescente degrado urbano e il senso di insicurezza percepito dalla comunità di Bagnacavallo in provincia di Ravenna, in seguito alla chiusura della stazione dei carabinieri nel 2019. Il consigliere Mastacchi ha sottolineato come l’assenza di un presidio stabile delle forze dell’ordine abbia contribuito all’aumento della microcriminalità e di episodi di inciviltà, chiedendo l’istituzione di una presenza fissa e il coordinamento di misure urgenti. La sottosegretaria Rontini ha risposto “scaricando” le responsabilità sullo Stato, l’unico competente in materia di pubblica sicurezza, la gestione dell’ordine pubblico non è una competenza regionale e sebbene la politica locale sia spesso il primo interlocutore dei cittadini, la realtà giuridica è inappellabile. Gli organi decisionali in merito all’ordine pubblico sono la Prefettura e il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. La Regione può comunque sedere a quel tavolo, ma solo se formalmente invitata. Ciò detto, ha però anche evidenziato che la Regione è disponibile a sostenere azioni di prevenzione integrata e a partecipare a valutazioni specifiche sulla creazione di nuovi presidi. Ha anche riferito che c’è stato recentemente un rafforzamento del personale dei carabinieri in provincia di Ravenna che ha visto l’organico assegnato al presidio di Cotignola e operativo sul territorio del Comune di Bagnacavallo, da 3-4 a 7-8 attualmente effettivi. 

Mastacchi interviene sottolineando che una città può essere dinamica e le statistiche ufficiali possono non essere allarmanti, ma se i residenti avvertono un crescente degrado e la loro sensazione di insicurezza li spinge a mobilitarsi con una raccolta di firme, è un segnale che non può essere archiviato come una semplice esagerazione. Il consigliere invita quindi la Giunta a concentrarsi sulle misure attuabili per aiutare gli enti locali a ripristinare la presenza delle forze dell’ordine, citando i casi di Monghidoro, Monzuno e Loiano quali esempi positivi di interazione tra comuni e Stato per il mantenimento o la ricostruzione di caserme. Le amministrazioni, dialogando con la Prefettura, hanno trovato soluzioni concrete per mantenere i loro presidi. Che si tratti di fornire un nuovo edificio, ristrutturarne uno esistente o persino acquistarlo, l’iniziativa comunale si è rivelata la chiave di volta. La Regione non comanda le forze dell’ordine, ma può agire a un livello diverso, creando le condizioni affinché gli enti locali e lo Stato possano operare meglio.

https://assemblea-emr.concilium.tv/video/player/122/20251028164944/5549000