Bologna, 15 dicembre 2025 – Un’interrogazione formale depositata dal Consigliere Marco Mastacchi di RETE CIVICA punta i riflettori sui danni causati dall’alluvione del maggio 2023 e sul conseguente programma di interventi straordinari sul Canale di Bonifica in Destra Reno, specificamente nelle località di Sant’Alberto e Mandriole, nel ravennate. Nonostante un investimento di oltre 4 milioni di euro per il consolidamento strutturale delle sponde e la messa in sicurezza, sono emerse criticità non risolte nel centro abitato di Sant’Alberto. In particolare, il Consigliere solleva preoccupazioni riguardo ai fenomeni di frana lungo via Alfredo Poggi e alla conseguente trasformazione della strada in senso unico, chiedendo alla Giunta regionale se intenda stanziare risorse aggiuntive per risolvere tali problemi e quali misure di monitoraggio e manutenzione siano previste.
Il ricordo della devastante alluvione del maggio 2023 è ancora vivo nella memoria delle comunità romagnole. Per questo, l’avvio di imponenti lavori di ricostruzione è stato accolto come un segnale di speranza e un passo fondamentale verso la messa in sicurezza del territorio. Tra questi, spicca l’intervento da oltre 4 milioni di euro promosso dal Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale per consolidare le sponde del Canale di Bonifica in Destra Reno, il principale ricettore delle acque dell’intero distretto di pianura. Un’opera cruciale, pensata per rafforzare le infrastrutture idrauliche e proteggere i centri abitati. L’obiettivo del maxi-intervento nell’area di Sant’Alberto e Mandriole era chiaro e ambizioso: consolidare strutturalmente i rilevati arginali, sistemare i manufatti idraulici, effettuare escavazioni mirate e implementare misure di controllo della stabilità. Un progetto a tutto tondo, attualmente in fase di collaudo, per riparare i danni del passato e prevenire quelli futuri. Eppure, a Sant’Alberto, mentre vaste aree sono state messe in sicurezza, una falla critica nella progettazione ha, ironicamente, generato nuovi problemi di stabilità, disagi e rischi. I lavori di consolidamento non sono proseguiti all’interno del centro abitato e proprio il cuore della comunità che l’opera doveva proteggere è stato lasciato esposto. L’intervento di posa dei massi è stato realizzato solo all’inizio e alla fine del paese, lasciando completamente sguarnito il tratto che costeggia la zona residenziale. L’assenza di consolidamento lungo il tratto urbano del canale ha prodotto conseguenze dirette e allarmanti. La sponda non trattata ha iniziato a cedere, innescando smottamenti e frane lungo l’argine del canale, proprio a ridosso delle abitazioni. Per motivi di sicurezza, le autorità sono state costrette a modificare la circolazione, trasformando la vicina Via Alfredo Poggi in una strada a senso unico. Questa decisione non solo ha creato evidenti disagi per gli abitanti, costretti a percorsi alternativi, ma solleva anche seri interrogativi sulla sicurezza pubblica in caso di ulteriori cedimenti strutturali. Questo apparente cortocircuito nella pianificazione hanno indotto Mastacchi a chiedere se la Regione intende prevedere risorse aggiuntive per risolvere le criticità viarie e di sicurezza derivanti dai franamenti lungo via Alfredo Poggi e quali misure di monitoraggio e manutenzione sono state pianificate per garantire la stabilità delle sponde nel medio e lungo periodo, evitando che simili, pericolose sviste si ripetano. La vicenda di Sant’Alberto mette in luce un’amara ironia: un progetto milionario, nato per proteggere una comunità, ha finito per trasferire il rischio, concentrandolo proprio nel cuore del centro abitato. Un tratto di canale “dimenticato” ha vanificato parte dello sforzo e generato insicurezza dove si prometteva protezione, lasciando i residenti in uno stato di perenne incertezza nonostante l’ingente spesa pubblica.
