Al momento stai visualizzando TUTELE per gli AGRICOLTORI: aiutarli alzando la soglia del “de minimis”

Bologna, 4 marzo 2024 – È stato approvato in Aula, la scorsa settimana, un emendamento presentato da RETE CIVICA Progetto Emilia-Romagna a una risoluzione della maggioranza riguardante tutele specifiche per gli agricoltori. In particolare l’emendamento, presentato dal Capogruppo Marco Mastacchi, ha voluto mettere in luce uno dei problemi emersi con forza nel confronto con il territorio e che attengono sia all’ambito della pesca, sopraffatta dai danni dovuti alla presenza del granchio blu, che all’ambito dell’agricoltura, messa pericolosamente in ginocchio dall’alluvione, dalla legislazione europea, dai danni da fauna selvatica e altro: la concentrazione di una serie di norme di aiuto fa sì che si raggiunga con molta facilità la soglia del de minimis. C’è il rischio concreto che vengano usati degli strumenti finanziari che non potranno poi essere utilizzati a causa del raggiungimento di questa soglia. Innalzarla può dare la possibilità di utilizzare questi canali di finanziamento in modo più ordinario.

Marco Mastacchi - Rete Civica Emilia-Romagna

La richiesta di Mastacchi, approvata dalla Giunta, è stata l’impegno della stessa a equiparare la soglia del regime de minimis a quella del settore industriale, del commercio.

“Manca, in generale, e in questa Regione in particolare, la conoscenza e la consapevolezza di che cosa sia l’agricoltura. L’agricoltura non si fa dalla sera alla mattina, e non si possono improvvisare decisioni e normative sulle colture o sugli allevamenti. Decisioni e normative alle quali le aziende non possono adeguarsi nel breve tempo, pena la messa a rischio del benessere degli animali o la chiusura dell’azienda. L’agricoltura, come l’ambiente, è governata e legata al tempo e questo si dimentica sempre. Se un’azienda agricola un anno ha delle perdite e il secondo anno anche, rischia di diventare un’azienda morta, perché i tempi di reazione devono fare i conti con i tempi della natura e non con quelli dell’uomo. Sono ormai tre anni che gli agricoltori sono in perdita, non hanno reddito e sono in difficoltà, e di fronte a queste difficoltà noi assistiamo a una deriva della burocrazia ideologicamente ambientalista che non tiene conto di questo tempo. Se si fa un regolamento di transizione, bisogna tenere conto del tempo di cui le aziende hanno bisogno per adeguarsi ai cambiamenti. Bisogna conoscere la campagna non solo dal punto di vista teorico, ma in particolare dal punto di vista pratico.”

Così Mastacchi nel presentare la sua richiesta. “Dovremmo chiederci cosa stiamo facendo e cosa fa la Regione per dare una mano a questi agricoltori: siamo sulla strada giusta? È normale che i contributi immediati per i ristori li diamo due anni dopo? Sapete quanto pesa dal punto di vista economico un tempo così lungo? È normale che non siamo in grado di pagare i fondi del PSR perché non abbiamo fatto come Regione nessun investimento per sviluppare software? È normale che AGREA sia lasciato solo allo sbando, senza alcuna indicazione e al momento senza nemmeno un direttore? È normale che AGEA non abbia ancora inviato i soldi delle gelate di tre anni fa? Avete idea quanti siano tre anni per la liquidità di un’azienda? E poi c’è la catastrofe dell’alluvione e anche qui i soldi devono ancora arrivare. Agli agricoltori i soldi vanno dati presto e bene, la macchina pubblica deve velocizzarsi. Questo è un passaggio su cui chiedo davvero di essere ascoltato e di riflettere. L’organismo pagatore deve avere le risorse necessarie per pagare presto e bene e senza recuperi. Possiamo intanto dare una mano sugli aiuti dati in regime de minimis. Attualmente il tetto massimo è di 25.000 euro, ma stiamo lavorando su un registro che è fermo da dieci anni, quando si dava un contributo una tantum. Oggi invece questo è uno strumento che viene utilizzato con sempre più frequenza e sta diventando incapiente. Perciò la richiesta di alzare la soglia del de minimis, equiparandola a quella del settore industriale del commercio.