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Area EX-SAPABA e fiume Reno: urbanizzazione, ma in sicurezza

Bologna – 22 luglio 2022 – Il capogruppo di RETE CIVICA – Progetto Emilia-Romagna Marco Mastacchi ha presentato alla Presidente dell’Assemblea legislativa Emma Petitti e alla Giunta Regionale un’interrogazione per chiedere chiarimenti riguardo al progetto di urbanizzazione dell’ex area SAPABA a Casalecchio di Reno (BO) e alle relative garanzie di sicurezza. 

A sud di Casalecchio e a ridosso del fiume Reno era attiva fino al 2011 la società di estrazione e produzione di asfalti bituminosi SAPABA con una cava oggi dismessa e i relativi impianti di trasformazione. Sta andando avanti in quell’area un piano particolareggiato con il progetto, approvato nel 2019, di un nuovo complesso residenziale che si estende su un‘area di circa 209000 metri quadri con 30 edifici alti fino a 6 piani. Il complesso si pone in continuità con il paesaggio fluviale e comporterà un aumento considerevole di abitanti e di aree cementificate, con prevedibili problemi di impatto sulla viabilità in una zona già congestionata e un aumento dell’inquinamento dell’aria.

Il comparto va a ricadere su un “terrazzo” che, dal punto di vista idrologico, è connesso al fiume Reno in sinistra idraulica, individuato tra l’altro nel Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico (PSAI) come fascia di “pertinenza fluviale” e in parte in “area ad alta probabilità di inondazione” con una piccola porzione in “alveo attivo” e come area soggetta al “controllo degli apporti d’acqua”.

Il sopra citato PSAI consente l’espansione del territorio urbanizzato a condizione che le aree non siano passibili di inondazione e non siano soggette ad instabilità, mentre una porzione su cui insistono i lotti edificabili si trova su un‘area ad alta probabilità di inondazione. Per garantire condizioni di sicurezza idraulica rispetto alle piene degli ultimi duecento anni, per le aree destinate all’urbanizzazione dovrà essere riequilibrato il tratto della sponda del fiume Reno con interventi volti al bilanciamento dei processi di deposito/erosione, ma nel Piano non sono state indicate le quote altimetriche definitive da rispettare. I recenti cambiamenti climatici ci stanno abituando a periodi di siccità alternati a momenti di precipitazioni intense, che hanno come risvolti alluvioni lampo. É quindi necessario incentivare lo sviluppo di azioni che favoriscano la delocalizzazione di edifici e infrastrutture strategiche a rischio di inondazione in aree a pericolosità più bassa e non realizzare nuovi comparti edilizi in aree ad alta probabilità di inondazione. 

Marco Mastacchi - Consigliere regionale dell'Emilia-Romagna

Mastacchi chiede se, in merito alla variante al piano particolareggiato dell’area 9 ex Sapaba, siano stati effettuati studi e quale sia l’esito sugli effetti a valle della costruzione dell’argine, considerando la compressione e la velocità dello scorrimento dell’acqua del fiume e il fatto che viene a mancare una cassa di espansione naturale del fiume come l’area in oggetto. Altro interrogativo è se, viste le esondazioni avvenute negli anni 60/70, è stato svolto uno studio e quale ne sia l’esito, rispetto all’effetto delle costruzioni sul lato sinistro del fiume Reno e quale siano le quote altimetriche di sicurezza stabilite per proteggere i futuri insediamenti abitativi. Chiede inoltre se il rimodellamento tramite abbattimento degli argini temporanei e il tombamento dell’invaso esistente non pregiudichi la sicurezza della porzione destinata all’urbanizzazione, data la forzatura artificiale che si realizza.