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ACQUA PER TUTTI: una priorità che a 50 anni dalla nascita della Regione va ribadita

Bologna – 26 ottobre 2021 – Il capogruppo di RETE CIVICA – Progetto Emilia-Romagna Marco Mastacchi ha presentato alla Presidente dell’Assemblea legislativa Emma Petitti e alla Giunta Regionale nella seduta odierna dell’Aula un question time per interrogare la Giunta sul piano di investimenti previsto per il sistema idrico della Regione a fronte delle risorse stanziate dal PNRR recentemente illustrate dal Consigliere Calvano.

Una delle principali preoccupazioni della neonata Regione Emilia-Romagna nel 1970 era l’acqua

Guido Fanti, primo Presidente della Regione, alla firma di un accordo con Eni per la salvaguardia e la migliore utilizzazione delle risorse idriche in Emilia-Romagna, dichiara le intenzioni dello stesso accordo: la sistemazione idrogeologica e idrica dei corsi d’acqua, la difesa degli abitanti dalle alluvioni, la tutela ambientale contro l’inquinamento, l’approvvigionamento Idropotabile dei centri urbani e l’utilizzazione produttiva di tutte le acque sia sotterranee che di superficie. 

Per l’acqua, come per l’energia, incombono sul nostro futuro la scarsità delle fonti e il crescente costo di approvvigionamento e per questo l’Eni se ne sta occupando in misura crescente.

Il piano delle acque dell’Emilia-Romagna, il primo del genere, che raccoglie per un obiettivo comune organi ed enti diversi, vuole intervenire prima che la scarsità d’acqua divenga un limite allo sviluppo economico e civile. 

Si festeggiano proprio quest’anno i 50 anni della Regione, eppure l’acqua non solo è un problema non risolto, ma al di là delle apparenze, non sembra nemmeno più una priorità. 

Nel territorio della Regione esistono aree dove le abitazioni non sono collegate alla rete idrica nonostante vi risiedano nuclei famigliari e nonostante i ripetuti solleciti alle rispettive amministrazioni comunali per realizzare il collegamento alle risorse essenziali e garantire i livelli qualitativi di vita minimi. 

É il caso, per esempio, della zona delle “case sparse” del forese, nel ravennate, a tutt’oggi sguarnita degli allacciamenti dell’acqua sebbene rappresenti una parte importante della popolazione che contribuisce al presidio del territorio, anche in termini di salvaguardia delle risorse agricole, urbanistiche, di presenza e sicurezza.

Anche nella zona di Val di Zena del comune di Pianoro i residenti lamentano la mancanza del collegamento alla rete idrica delle abitazioni e l’inerzia delle amministrazioni comunali che comunque non dispongono delle risorse finanziarie necessarie;

L’assessore Calvano, intervenuto in Aula in occasione del progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante: “Misure urgenti a sostegno del sistema economico ed altri interventi per la modifica dell’ordinamento regionale”, ha ribadito che grazie alle risorse del PNRR sussiste l’opportunità di fare investimenti in infrastrutture idriche primarie per la sicurezza dell’approvvigionamento idrico e che tale opportunità ammonta a 4,38 miliardi di euro.  

É indispensabile creare le condizioni affinché tali fondi possano essere intercettati dal sistema emiliano-romagnolo, dal momento che si tratta di interventi straordinari, che sarebbero difficilmente realizzabili in assenza di risorse così rilevanti come quelle previste nel PNRR. L’obiettivo deve essere quello di garantire una qualità di vita migliore anche a questi nuclei famigliari, risolvendo l’annosa e pluridecennale problematica relativa alla mancanza degli allacciamenti dell’acqua. 

In considerazione di quanto esposto, il Consigliere Mastacchi chiede di sapere dalla Giunta regionale quali strumenti intenda utilizzare per realizzare la mappatura degli investimenti diretti alle infrastrutture idriche primarie, alla riduzione delle perdite nelle reti di distribuzione dell’acqua, compresa la digitalizzazione e il monitoraggio delle reti e alla resilienza dell’agrosistema irriguo, per usufruire delle risorse del PNRR che ammontano a circa 4,38 miliardi e se è previsto il coinvolgimento delle amministrazioni locali interessate.

Risponde il Sottosegretario Baruffi sulla base di un’interlocuzione dettagliata avuta sia con l’Assessorato che con i diversi Ministeri competenti. Solo alcune delle misure previste dal PNRR 

In materia di risorse idriche includono il coinvolgimento delle Regioni. I 4,38 miliardi sono destinati a garantire la sicurezza dell’approccio e la gestione sostenibile ed efficiente delle risorse idriche lungo l’intero ciclo, in specifici interventi ben definiti e specificati:

2 miliardi per l’intervento in infrastrutture idriche primarie per la sicurezza nell’approvvigionamento idrico – 75 progetti di manutenzione straordinaria, potenziamento e completamento delle infrastrutture di derivazione, stoccaggio e fornitura primaria, in continuità con gli obiettivi del Piano nazionale di interventi nel settore idrico, in particolare per quanto riguarda gli invasi e gli acquedotti.  Il 45%-50% delle risorse è destinato al Sud per il completamento di grandi impianti rimasti incompiuti.

900 milioni sono destinati alla riduzione delle perdite nelle reti di distribuzione e non prevedono coinvolgimento diretto delle Regioni, ma solo la possibilità di partecipare, a seguito di Avviso pubblico del MIMS (Ministero Infrastrutture e Mobilità Sostenibile), da parte degli Enti regionali preposti. 

880 milioni per investimenti nella resilienza dell’agro-sistema irriguo per una migliore gestione delle risorse idriche. 16 progetti (per complessivi 200 milioni) presentati dai Consorzi di bonifica della Regione Emilia-Romagna sono stati ritenuti ammissibili.

600 milioni per investimenti in fognatura e depurazione. La Regione ha candidato 46 progetti di intervento dislocati su tutto il territorio regionale per un totale di 72 milioni di euro. Di questi non si hanno ancora notizie riguardo la loro ammissibilità. 

Marco Mastacchi - 2021 - 3

Mastacchi ringrazia il Sottosegretario per la relazione. 

Non si può, a margine, non annotare che dei 75 progetti di manutenzione straordinaria che riguardano l’ammontare più corposo dei fondi (dei quali il 50 % destinati al Sud) non è stato fornito alcun dettaglio. Sono stati tutti presentati dalla Regione? Se no, quanti e in merito a quali interventi sono stati presentati dalla Regione? Quanti sono stati ritenuti ammissibili? 

La richiesta più corposa che riguardava la mappatura degli investimenti diretti alle infrastrutture idriche primarie è rimasta di fatto insoddisfatta.