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SPID: un nome impegnativo per promesse non mantenute

Bologna – 9 Marzo 2021 – La risposta scritta all’interrogazione del capogruppo di RETE CIVICA – Progetto Emilia-Romagna Marco Mastacchi alla Presidente dell’Assemblea legislativa Emma Petitti  e alla Giunta Regionale su ritardi e criticità rispetto a diversi servizi offerti da  Lepida S.c.p.A. non lascia molto soddisfatti. 

In molti e soprattutto nel corso di questa pandemia, hanno dovuto prendere confidenza con lo SPID, acronimo di Sistema Pubblico di Identità Digitale, che nelle intenzioni del legislatore dovrebbe sostituire e concentrare in un unico accesso i rapporti del cittadino con la Pubblica Amministrazione e dei privati facenti parte del Sistema SPID. 

L’utilizzo di questo strumento è stato grandemente incentivato da questa pandemia. Molti dei bonus offerti dal Governo sono accessibili tramite Spid, così come la richiesta di certificati e documenti della Pubblica Amministrazione o l’accesso al proprio Fascicolo Sanitario o finanche ai servizi pubblici europei. 

L’accesso all’Identità Digitale prevede la scelta da parte del cittadino di un cosiddetto ¨Identity Provider¨ ovvero un gestore abilitato. Lepida S.c.p.A società in house della Regione Emilia-Romagna (partecipata per circa il 95%) ricade tra i pochi gestori di identità digitale abilitati all’erogazione di questo servizio strategico e offre modalità di attivazione sia gratuite che a pagamento. La stessa Regione Emilia-Romagna ha largamente promosso l’acquisizione delle credenziali tramite la propria società in house Lepida S.c.p.A per prenotare visite sanitarie e consultare referti, iscrivere i figli a scuola, svolgere le pratiche burocratiche di una impresa, presentare la propria dichiarazione dei redditi. 

Diverse segnalazioni di cittadini hanno evidenziato ritardi e criticità: attese lunghissime per l’attivazione, un numero verde dedicato all’assistenza assolutamente inefficace (un messaggio registrato che invita a richiamare a causa della grande mole di lavoro del momento). 

Alla data del 25.1.2021 risultavano più di 30.000 richieste inevase e a quella attuale (9.3.2021) ne risultano ancora 11.118. E questo grazie al fatto che, come da risposta al Consigliere Mastacchi, che rilevava e faceva richiesta dell’opportunità di intervenire per smaltire più velocemente le pratiche, oltre 40 unità di personale dedicato sono state riallocate dagli sportelli (chiusi per l’emergenza) o da altre funzioni (riallocate per motivi di smart working). 

Per quanto riguarda la domanda ¨in che modo vengano rilevate le criticità del servizio¨ è stato assicurato che ¨la Giunta sta verificando puntualmente l’operato di Lepida osservando i dati delle attivazioni e chiedendo ragione sia delle singole attivazioni, che delle risposte e delle azioni correttive per migliorare il servizio. ¨

Con quale tempistica viene effettuato il monitoraggio delle pratiche pervenute e dei tempi per evaderle, non è chiaro. Così come non è chiaro chi rileva le criticità del servizio, dal momento che l´Assistenza al cittadino è affidata a un numero Verde e a un messaggio preregistrato, evitando in questo modo qualsiasi responsabilità. Peccato che Lepida sia pagata con i soldi dei cittadini che si lasciano ad aspettare.