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Il tema dei diritti di genere coinvolge tutta la società senza differenze

Marco Mastacchi: “È sempre forte l’impatto con i numeri, in particolare riferiti alle donne, sia che si tratti di disoccupazione o di violenza di genere in qualsiasi forma sia declinata.  Come ho già detto osservando i dati dell’occupazione femminile resi pubblici all’inizio del mese, se non ci impegniamo seriamente ad adeguare l’organizzazione del lavoro a una società multigenere, con tempi e aspettative profondamente diversi da quelli del passato, raccogliendo anche la sfida del digitale e le opportunità che paradossalmente questa pandemia offre, se non ci adeguiamo anche culturalmente e intellettivamente al progresso che ci illudiamo di usare, siamo destinati a morire come paese.

Un dato emerso con forza dalla relazione dei sindacati e sul quale vorrei si concentrasse anche in parte l’attenzione è il fatto che la penalizzazione, sia dal punto di vista lavorativo che del welfare, si attui più in generale sulla differenza di genere – senza nulla voler togliere alle difficoltà innegabili delle donne, dove il genere in effetti non si sa più quale sia. Mi sembra che quelle che fino ad ora sono state esclusivamente difficoltà delle donne siano diventate, sempre più nella società attuale, difficoltà di tanti. E in questi tanti comprendo i separati, chi è per scelta o evenienza solo e, soprattutto, i giovani. L’evoluzione dei dati demografici e di composizione delle famiglie in Emilia-Romagna ci restituisce una fotografia della società della quale dovremmo prendere atto e coscienza con più attenzione. 

Marco Mastacchi RETE CIVICA

Credo che il problema femminile così potentemente portato a evidenza da questa pandemia, debba diventare strumento per una presa di coscienza collettiva e culturale di quanto la società odierna sia cambiata rispetto al passato, e di come la struttura del lavoro e della vita sociale scontino purtroppo l’incapacità di adeguarsi a questo cambiamento. Il conto sarà salato se non provvediamo immediatamente.

È ora di scelte coraggiose e strategiche ed è ora di rendersi conto che il tema dei diritti di genere coinvolge tutta la società senza differenze, se vogliamo sperare in uno sviluppo futuro. La situazione di emergenza mi sembra un’ottima occasione per riuscire a fare davvero queste scelte, scardinando vecchi stereotipi e condizionamenti, e attuando concretamente una politica di welfare e una generale riorganizzazione del lavoro e dei tempi di vita che si adegui alla società reale e ne consenta uno sviluppo armonico a vantaggio di tutti.”