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Dubbi sul progetto e le motivazioni – la Regione approfondisca

Bologna, 13 settembre 2025 – Posto come assunto iniziale che la gestione dei rifiuti deve ispirarsi ai principi di prossimità, precauzione, prevenzione e partecipazione e la tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente deve costituire una priorità assoluta per ogni amministrazione pubblica, il Consigliere Marco Mastacchi di rete Civica ha presentato alla Giunta un atto ispettivo che solleva serie perplessità e critiche riguardo al progetto di quello che viene presentato come un “ampliamento” di una discarica esistente ma inattiva a Galliera. Le preoccupazioni principali riguardano la trasparenza e partecipazione democratica, l’impatto ambientale e paesaggistico, la compatibilità con la vocazione del territorio, l’adeguatezza delle compensazioni e la coerenza con i principi di gestione dei rifiuti. Diverse e di dubbio buon senso le decisioni e le scelte che vengono contestate nell’interrogazione, prima fra tutte il confronto pubblico organizzato con la cittadinanza che ne escludeva qualsiasi effettiva partecipazione o possibilità di modifica del progetto, e che si è rivelato essere un mero incontro informativo, a discapito del coinvolgimento democratico del territorio e della trasparenza. Sebbene presentato come un “ampliamento” di un sito inattivo, il progetto prevede la costruzione di una nuova discarica per rifiuti non pericolosi e stabili non reattivi, con un aumento volumetrico significativo (circa 747.000 metri cubi) e un’altezza che supererebbe quella del simbolo della città, generando un impatto paesaggistico rilevante e potenzialmente critico. Mastacchi sottolinea i rischi ambientali per un territorio già vulnerabile, che rischiano di incidere negativamente sulla salute pubblica, di compromettere la biodiversità locale e di alterare l’equilibrio ecosistemico dell’area interessata, oltre che impattare negativamente sull’economia locale a vocazione agricola – in larga parte biologica – e residenziale. Fra le altre cose, inadeguato rispetto alla portata del progetto e agli impatti connessi il valore compensativo proposto a fronte di un ciclo di vita dell’impianto di 43 anni (considerando anche la post-gestione). Addirittura contradditorio se si pensa che per realizzare il nuovo impianto, verrebbero abbattuti… tutti gli alberi messi a dimora quale compensazione per la realizzazione della discarica esistente e cresciuti in questi ultimi 20 anni, azzerando di fatto quella compensazione e in contrasto con i principi di tutela del verde pubblico, continuità ecologica e sostenibilità ambientale. Dubbi anche sull’interesse pubblico della realizzazione, dato che “ragioni economiche e di mercato portano le discariche di questo tipo ad accogliere rifiuti anche da altre regioni” commenta Mastacchi. Le richieste alla Giunta riguardano la motivazione ambientale e pianificatoria che giustifica l’abbattimento delle alberature compensative, la coerenza della scelta di ampliare una discarica dismessa con gli indirizzi strategici di gestione dei rifiuti (prevenzione, riuso, riciclo, recupero), una valutazione specifica dell’impatto paesaggistico e urbanistico, inclusi gli effetti negativi su salute pubblica, qualità della vita, biodiversità e sviluppo sostenibile, con particolare riferimento alla vocazione agricola e residenziale del territorio.