Al momento stai visualizzando TRAPIANTI FUORI REGIONE – Rimborsi spese extra-sanitarie anche per gli emiliano-romagnoli

Bologna 6 maggio 2025 – Il trapianto di un organo o di tessuti, pur avendo ormai una storia clinica consolidata, rimane a tutt’oggi, l’ultima ratio e preso in considerazione quando è in pericolo la sopravvivenza del paziente. Oltre alle competenze e all’esperienza dell’equipe medica che lo esegue, è sempre più evidente come l’efficacia dell’operazione dipenda anche dall’assistenza pre- e post-operatoria che si è in grado di garantire al paziente. La continuità assistenziale non è inoltre un concetto che coinvolge solo la parte medica ma riguarda una più ampia dimensione socio-economica, dal momento che comprende anche i donatori. Per quanto riguarda l’aspetto medico, la nostra è una Regione che fa scuola ed è punto di riferimento a carattere nazionale. Non altrettanto può dirsi per l’aspetto socio-sanitario del trapianto. Mentre altre Regioni si fanno carico anche di questo aspetto che riguarda i propri cittadini, rimborsando loro le spese extra-sanitarie (viaggi, vitto, alloggio, etc.) sostenute a seguito del trapianto, la Regione Emilia-Romagna non lo fa.

Il Consigliere Mastacchi di Rete Civica aveva già nella scorsa legislatura presentato una risoluzione in merito per chiedere alla Giunta che la Regione si facesse carico, come già fanno altre, delle spese extra-sanitarie che i pazienti che hanno necessità di eseguire dei trapianti fuori dal territorio regionale si trovano a sostenere, mai andata alla discussione per la decadenza della Giunta in seguito alle dimissioni di Bonaccini. Ha volentieri firmato oggi una risoluzione che raccoglie le stesse istanze, presentata da consiglieri di aree diverse e che è stata approvata all’unanimità. Approvato anche l’emendamento presentato da Mastacchi e firmato anche da Elena Ugolini, che chiede il riconoscimento di un rimborso per l’intervento e anche visite pre- e post-intervento,  non solo per il trapiantato ma anche per eventuali accompagnatori necessari per la natura dell’intervento, ivi compresi i donatori, quando viventi, per garantire anche ai propri cittadini uguale trattamento che quello messo in essere in altre Regioni.