Al momento stai visualizzando QUADRUPLICAMENTO FERROVIA BOLOGNA-CASTEL BOLOGNESE – Manca una visione ampia del trasporto ferroviario regionale e nazionale

Bologna 3 aprile 2025Forte preoccupazione riguardo al progetto di quadruplicamento della linea ferroviaria Bologna-Castel Bolognese, con particolare riferimento al nodo di Solarolo sulla Bologna.Ravenna, vengono espresse in un’interpellanza dal Consigliere Marco Mastacchi di Rete Civica, soprattutto per quanto riguarda l’impatto ambientale e territoriale previsto. Con l’interpellanza chiede e propone alternative al progetto, come la separazione dei flussi alta velocità passeggeri e merci sulla Dorsale Adriatica o, in subordine, la realizzazione di tratti in galleria per minimizzare i danni. Chiede un ripensamento del progetto a favore di soluzioni meno invasive e più funzionali per l’intero territorio regionale e per il trasporto merci verso il porto di Ravenna e il nord Europa. Cittadini e alcune Amministrazioni comunali esprimono preoccupazione e contrarietà per l’imponente impatto del progetto sul territorio. Il progetto, del valore di più di 3 miliardi di Euro e finanziato con la Legge di Bilancio 2022 (Art.1 comma 394) e successiva rimodulazione come da Legge di Bilancio per il 2024 (l.213/2023 è inserito nell’aggiornamento 2023 del Contratto di Programma 2022-2026 e prevede nuove linee ferroviarie per diverse decine di chilometri, con viadotti alti fino a 18 metri, che attraverserebbero la pianura a nord della via Emilia, impattando su terreni agricoli, imprese, abitazioni e proprietà. Sono nati diversi comitati spontanei (San Lazzaro, Ozzano, Castel San Pietro, Imola e Solarolo) coordinati dal “Coordinamento dei Comitati” che si oppongono alla realizzazione del quadruplicamento nelle ipotesi progettuali attuali. Il Coordinatore dei Comitati, Armando Martignani critica il progetto come una soluzione “tampone” non in linea con una visione strategica di lungo termine per la logistica e l’intermodalità a livello regionale, nazionale e internazionale. Dove un progetto simile è stato realizzato (linea Torino-Salerno – riservata all’AV) si è evidenziata la difficoltà di coesistenza tra traffico Alta Velocità (AV) e Alta Capacità (AC – merci) sulla stessa tratta, in quanto l’uno “costituisce il freno dell’altro”. Inoltre il progetto proposto non prevede di servire stazioni o centri intermodali lungo il tracciato, privando il territorio di benefici diretti e non favorendo l’interconnessione tra la linea storica e la nuova linea AC/AV. I cittadini sono “fortemente preoccupati della devastazione incalcolabile del territorio dovuta a questa infrastruttura faraonica” in termini di danni collaterali e paesaggistici, con il rischio di un “un utilizzo spropositato di cemento che compromette l’identità storica e paesaggistica e calpesta i principi di sostenibilità”. Mastacchi chiede alla Giunta se non sia il caso di evitare la sovrapposizione AV/AC rivedendo il progetto della “DORSALE ADRIATICA” e disgiungendo i due percorsi (passeggeri e merci) sul territorio emiliano-romagnolo. Propone di rivalutare percorsi alternativi per ridurre il traffico merci sulla linea prevista e aumentare il traffico AV, migliorando il trasporto passeggeri e rendendo fruibili le stazioni romagnole senza intaccare le linee storiche Bologna-Rimini e Ravenna-Castel Bolognese e caldeggia l’idea di indirizzare le risorse per sviluppare un collegamento diretto tra il porto di Ravenna e gli svincoli di Ferrara (per l’Est Europa) e Poggio Rusco (per il Nord Europa), oltre ad altri nodi come Altedo (BO). La naturale prosecuzione del flusso merci da Ravenna è verso Ferrara e Poggio Rusco, per connettersi ai corridoi verso nord ed est Europa e un collegamento diretto eviterebbe di attraversare un territorio densamente popolato e produttivo tra la via Emilia e l’autostrada A14. Il raccordo della nuova linea AV/AC con la linea storica Castel Bolognese – Ravenna porterebbe a un notevole incremento di traffico merci su una linea attualmente già congestionata e destinata prevalentemente a treni passeggeri. In caso di prosecuzione del quadruplicamento, Mastacchi chiede di portare lo svincolo sulla linea Faenza/Ravenna, considerando che oltre l’80% del traffico attuale è già merci e la zona è adiacente alla nuova piattaforma logistica di Granarolo e che vengano adottate soluzioni a minimo impatto, prevedendo per esempio  il passaggio in tunnel sotterraneo della ferrovia nelle aree critiche (tratto che interessa Toscanella, Imola e Solarolo) e spostare lo svincolo sulla linea Faenza/Ravenna per minimizzare l’impatto territoriale e ambientale. Sebbene più costosa inizialmente, questa soluzione sarebbe meno invasiva e dannosa per il territorio. Mastacchi sollecita una profonda revisione del progetto da parte della Giunta Regionale, tenendo conto delle esigenze del territorio e di una visione più ampia del trasporto ferroviario regionale e nazionale che eviti di aggravare la situazione già congestionata del nodo di Bologna, e porti invece benefici al resto del territorio.

La relazione conclusiva del Coordinatore del Dibattito Pubblico recita alla fine: “Le preoccupazioni emerse rispetto alla funzionalità e agli impatti della nuova linea hanno indotto i partecipanti al dibattito pubblico a chiedere che il confronto tecnico/istituzionale non si interrompa e possa proseguire oltre la chiusura del dibattito pubblico”. E’ intenzione del Consigliere Mastacchi  chiedere alla Regione un’audizione di tutti gli attori coinvolti.