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Chiusure proditorie dei caselli trasformano il rientro a casa in un’odissea pericolosa

Bologna, 28 ottobre 2025 – Un cortocircuito comunicativo, figlio di una divisione burocratica, sta mettendo a rischio i cittadini che ogni giorno percorrono l’autostrada lungo il tratto appenninico della A1, tra Bologna e Firenze. Con un question time all’Assemblea regionale, il consigliere Marco Mastacchi di Rete Civica, chiede conto delle improvvise chiusure notturne del casello di Rioveggio, senza segnalazione preventiva da parte di Autostrade, causando gravi disagi e un aumento dei rischi per la sicurezza tradale. Una situazione ulteriormente aggravata dalle frequenti chiusure per lavori dell’Autostrada Panoramica, che costringe gli automobilisti a percorsi più lunghi e pericolosi su strade secondarie. Mastacchi chiede quindi alla Giunta quali iniziative urgenti intenda adottare per migliorare il coordinamento e garantire che tutte le chiusure siano tempestivamente comunicate per proteggere la mobilità dei residenti. Questo non è un semplice disagio, ma il sintomo di una falla sistemica con conseguenze dirette e pericolose sulla sicurezza di chi viaggia. Trovare il casello chiuso non significa solo perdere tempo. Per l’automobilista inizia un percorso a ostacoli: l’unica opzione è proseguire per decine di chilometri fino a Badia e Pian del Voglio, solo per poi dover invertire la marcia e percorrere strade di montagna lente e tortuose. Questo non comporta solo un aumento di chilometri e di spesa, ma introduce rischi concreti che non possono essere ignorati: viaggiare in condizioni di stanchezza, specialmente in orari serali o notturni, su percorsi non familiari e più complessi, o affrontare condizioni meteorologiche avverse, come neve o ghiaccio, su strade di montagna meno sicure e manutenute rispetto all’autostrada o il rischio generale per la sicurezza stradale causato da situazioni di stress e pericolo. La gravità della situazione è sottolineata con forza da Mastacchi, che evidenzia come il problema vada ben oltre il semplice disservizio, aumentando i rischi per la sicurezza stradale e l’incolumità degli utenti. L’Assessore regionale Irene Priolo conferma la sintonia sul problema e risponde di aver già avviato iniziative, tra cui l’istituzione di un tavolo permanente di confronto con Autostrade per l’Italia e altri concessionari per assicurare una comunicazione tempestiva e capillare, inclusa la proposta di sistemi di allerta tramite canali digitali. Il paradosso è che l’informazione sulla chiusura dei caselli esiste ma il problema, come ammesso dall’Assessore Priolo, è farla arrivare a chi ne ha bisogno. La questione non riguarda solo Autostrade per l’Italia (Aspi) ma vanno coinvolti altri concessionari, come Autobrennero o Anas, per creare una “uniformità di comunicazione” a livello regionale, trasformando un problema apparentemente locale in una sfida sistemica. Esistono i canali istituzionali ma sono inefficaci e non raggiungono l’ultimo miglio, ovvero il cittadino. Per questo si sta valutando la creazione di un canale Telegram per aggiornamenti in tempo reale, sul modello di quello usato per Trenitalia Tper. L’ammissione ufficiale della difficoltà evidenzia la gravità del problema. Mentre le istituzioni discutono di soluzioni complesse, come l’istituzione di un “tavolo permanente” con “frequenza mensile” per coordinare i vari gestori, la soluzione più immediata ed efficace sembra essere ignorata. È stata proposta dal consigliere Mastacchi ed è basata sul semplice buon senso: utilizzare le infrastrutture che già esistono, ovvero gli enormi pannelli a messaggio variabile che già ci sono in autostrada. Basterebbe un semplice avviso, come “attenzione, il casello di Rioveggio chiuso”, visualizzato su un pannello prima del punto di non ritorno, permettendo ai conducenti di organizzarsi e scegliere un’uscita alternativa in tutta sicurezza. Per questo, Mastacchi invoca un “pressing istituzionale” affinché questa misura di buon senso venga adottata “da subito”, senza attendere i tempi lunghi della burocrazia.

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