Al momento stai visualizzando VAL DI ZENA E FRAGILITA’ IDROGEOLOGICHE – È urgente l’attuazione concreta delle misure già individuate

Bologna, 22 maggio 2025 – Una risoluzione presentata dal Consigliere di Rete Civica Marco Mastacchi porta all’attenzione dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna la situazione idrogeologica della Val di Zena, colpita da diverse alluvioni recenti.

La risoluzione, firmata anche da Elena Ugolini, evidenzia la fragilità del bacino della Val di Zena, chiaramente identificata come un’area ad alto rischio. Gli eventi alluvionali recenti hanno confermato in modo “inequivocabile la fragilità idraulica e idrogeologica dell’intero bacino” così come concluso anche da un recente studio idrologico-idraulico condotto dal prof. ing. Stefano Orlandini del Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia per individuare soluzioni strutturali.

I risultati preliminari di tale studio sono stati presentati nel corso dell’incontro pubblico del 15 maggio 2025, tenutosi presso il Centro Culturale Tonelli di San Lazzaro di Savena. Avvalendosi di tecnologie avanzate e di modelli previsionali di ultima generazione, lo studio ha prodotto dati significativi per la progettazione di interventi strutturali nelle aree maggiormente esposte della Val di Zena ed è stata evidenziata con chiarezza la necessità di interventi strutturali e sistemici per garantire la sicurezza idraulica e la resilienza del territorio.

La regione Emilia-Romagna dispone già di un sistema di pianificazione per la prevenzione e la gestione del rischio, all’interno del quale la Val di Zena è già un’area critica, a testimonianza del fatto che la stessa Regione é pienamente a conoscenza delle criticità idrauliche e idrogeologiche presenti nel bacino della Val di Zena, nonché delle azioni necessarie per affrontarle in modo strutturale e duraturo.

Esiste dunque già una solida base di pianificazione regionale che identifica le criticità e le azioni necessarie e che si avvale del Piano per l’Assetto Idrogeologico (PAI) e suoi aggiornamenti, del Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico (PSAI), che identifica le aree a rischio e le misure di salvaguardia, in particolare nei bacini collinari e montani, del Piano di Gestione del Rischio Alluvioni (PGRA), redatto in attuazione della Direttiva Alluvioni (2007/60/CE), della Delibera di Giunta Regionale n. 1919 del 2019, che fornisce linee guida per coordinare la riduzione del rischio con la tutela della vegetazione ripariale. Inoltre una precedente risoluzione (n. 30), approvata a maggioranza dei presenti il 4 marzo 2025, ha già impegnato la Giunta ad “adottare misure efficaci e tempestive per la prevenzione del dissesto idrogeologico”, sollecitando un “programma organico di manutenzione approfondita dei corsi d’acqua, con un approccio sistemico”.

È evidente per tutti la necessità urgente di passare dall’analisi e pianificazione all’attuazione concreta delle misure già individuate e la Regione è chiamata da Mastacchi ad assumersi la responsabilità di tradurre la conoscenza in azioni per garantire la sicurezza del territorio.

Da qui, l’impegno richiesto di valutare e attivare gli interventi prioritari individuati dallo studio dell’Ing. Orlandini, in particolare quelli “già tecnicamente definiti e immediatamente cantierabili”, promuovendo un “approccio sistemico alla prevenzione del rischio idraulico e all’adattamento ai cambiamenti climatici”, in coerenza con i piani vigenti e a rafforzare il coordinamento interistituzionale attraverso la creazione di un “tavolo tecnico permanente tra Regione, enti locali, Autorità di bacino, comunità locali ed esperti”, finalizzato alla “gestione integrata del rischio idraulico e alla definizione condivisa delle priorità di intervento nella Val di Zena”.