Al momento stai visualizzando ADOZIONE LAVORATIVA A DISTANZA – Un progetto di politica attiva per l’inclusione delle fasce più deboli

Bologna 22 maggio 2025 – In vista della prossima Conferenza sull’Inclusione lavorativa, un’interrogazione scritta presentata dal Consigliere di Rete Civica Marco Mastacchi all’Assemblea Legislativa suggerisce le Adozioni Lavorative a Distanza per persone con disabilità.  

La crisi economica e i cambiamenti nel mercato del lavoro hanno reso difficile l’occupazione per le persone con disabilità e ridotto le opportunità occupazionali, creando un numero crescente di esclusi dalle liste di collocamento mirato, specialmente quelli con patologie più complesse.

I disabili psichici, i portatori di malattie rare o di gravi patologie sono particolarmente penalizzati. Il diritto al lavoro e alla qualità della vita sono obiettivi primari per ogni persona, specialmente per le fasce più deboli, e l‘Adozione Lavorativa a Distanza è una soluzione innovativa proposta per superare le difficoltà di inserimento lavorativo di questa fascia di popolazione e nello stesso tempo superare le difficoltà delle aziende di piccole e medie dimensioni (15-35 dipendenti) nel trovare lavoratori disabili idonei.

Il modello si basa su un impegno economico delle aziende (equivalente all’esonero contributivo) utilizzato per sostenere l’inserimento e il tutoraggio dei lavoratori con disabilità. Il “tirocinio di adozione lavorativa a distanza”, è un programma volto ad aiutare le aziende a rispettare gli obblighi di assunzione di categorie protette ai sensi della Legge 68/99, in particolare per i lavoratori con disabilità complesse non inseribili nei contesti produttivi ordinari.

Le aziende aderenti, che devono aver stipulato una convenzione articolo 11, si impegnano a sostenere economicamente l’integrazione di uno o più lavoratori disabili con costi pari all’esonero previsto dall’articolo 5 della stessa legge. Il sostegno economico viene impiegato per la presa in carico della persona disabile, la ricerca di un contesto di inserimento adeguato, gli adempimenti amministrativi e assicurativi, le azioni di tutoraggio e la borsa lavoro per la persona adottata.

Un simile progetto è un’azione di politica attiva che contribuisce al contenimento della spesa sociale e porta benefici alla comunità locale, che prevede una collaborazione attiva tra l’azienda obbligata, il Servizio collocamento disabili, l’impresa ospitante, la persona disabile e i servizi socio-sanitari per realizzare un progetto inclusivo personalizzato. Notevoli i risultati ottenuti con questo progetto a Lecco dove l’adozione lavorativa a distanza è stata implementata con successo coinvolgendo oltre 400 persone. Per oltre 80 di loro si è concretizzata in un’integrazione socio-lavorativa che ha permesso poi l’accesso a un regolare rapporto di lavoro.

Mastacchi, in vista della prossima Conferenza sull’inclusione lavorativa, propone di valutare e replicare in Emilia-Romagna l’esperienza positiva già attiva in provincia di Lecco, dove il programma ha offerto opportunità lavorative e di integrazione socio-lavorativa a persone con disabilità, con l’obiettivo di migliorare anche da noi l’inclusione lavorativa di questa fascia di popolazione.