Al momento stai visualizzando SAN MAURO MARE e BAGNO GINO – La situazione costiera è critica e richiede un’azione urgente su più fronti

Bologna 11 marzo 2025 La criticità della situazione della costa romagnola, con particolare riferimento a quella di San Mauro Mare, del Bagno Gino e alle problematiche legate all’erosione, alle concessioni demaniali marittime e alla Strategia GIDAC, ha spinto il Consigliere di Rete Civica Marco Mastacchi a presentare alla Giunta un’interrogazione con la quale chiede di intervenire al più presto con una strategia coordinata e più efficace. L’interrogazione chiede alla Giunta regionale quali strategie specifiche intende adottare per garantire un arenile ben curato e sicuro, qual è l’attuale situazione delle concessioni demaniali marittime, quali le principali problematiche riscontrate nella gestione delle concessioni e quali misure sono state adottate o si intendono adottare. Chiede inoltre un intervento per garantire la sicurezza, la sostenibilità e la continuità delle attività turistiche a San Mauro Mare.

La situazione costiera di San Mauro Mare è critica, aggravata da interventi inadeguati se non addirittura dannosi e richiede un’azione urgente. I danni subiti dal Bagno Gino rispecchiano chiaramente la gravità della situazione attuale e delle prospettive future.

Nel 2017 nel Comune di San Mauro l’amministrazione locale decideva di presentare un progetto sperimentale il cui obiettivo principale era di migliorare la corrente litoranea, la qualità delle acque e contrastare l’erosione attraverso l’apertura di quattro varchi nelle scogliere artificiali antistanti l’arenile (poste a 130 metri dalla riva). Il parere sfavorevole del Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Bologna che presentava uno studio alternativo, allertando sul pericolo di erosione a seguito dell’apertura dei varchi non ha fermato il Comune che nel 2018 ha ripresentato il progetto e realizzato i lavori nella primavera del 2022. È un dato di fatto che gli interventi realizzati a San Mauro Mare nell’ambito della Strategia GIDAC (Stratega di Gestione Integrata per la Difesa e l’Adattamento della Costa regionale ai cambiamenti climatici) si siano distinti per gli effetti dannosi rispetto a quelli in altri comuni come Bellaria, Gatteo, Cesenatico e Cervia e sembrano aver aggravato il problema dell’erosione. I lavori di mobilizzazione della sabbia hanno peggiorato la situazione costiera, portando una gran quantità di fango sul litorale e danneggiando ulteriormente l’arenile già ridotto al minimo e il Bagno Gino è stato compromesso più di altri dalla situazione disastrosa dell’arenile. Nonostante le rassicurazioni di interventi tempestivi promessi dall’Amministrazione comunale per il ripristino delle scogliere al loro assetto originale e per il relativo ripascimento delle spiagge, ad oggi nulla è stato fatto. La situazione precaria della spiaggia, combinata con l’incertezza legata al rinnovo delle concessioni demaniali marittime per il 2025, mette a rischio le attività balneari, e il Bagno Gino è un esempio emblematico. La chiusura dei varchi nelle scogliere artificiali è considerata la “condizione minima di partenza per la protezione della costa”. Sono inoltre necessari interventi rapidi, efficaci e coordinati per garantire la stabilità, la sostenibilità e la sicurezza delle attività balneari e per preservare l’ambiente naturale soprattutto vista la prossimità della stagione estiva. Le autorità competenti devono garantire sia la continuità delle attività balneari sia il rispetto dei diritti dei concessionari. È importante perché soddisfa le esigenze dei turisti e delle attività commerciali locali, assicurando al contempo la sostenibilità ambientale e la qualità dell’esperienza balneare.