Bologna 29 aprile 2025 – Il question time presentato nel corso dell’Aula odierna dal Consigliere Mastacchi di Rete Civica evidenzia una situazione di significativa criticità riguardante la gestione e il completamento di importanti infrastrutture e interventi di riqualificazione autostradale in Appennino, in particolare a proposito di tre problematiche infrastrutturali legate ad Autostrade per l’Italia (ASPI): i ritardi pluriennali nel cantiere del casello di Rioveggio, l’inattuazione dei piani di riqualificazione del vecchio tracciato autostradale della Variante di Valico tra Marzabotto e Monzuno e la mancata riqualificazione ambientale dell’Area Deposito 5, utilizzata per lo stoccaggio del materiale di risulta proveniente da opere di scavo della suddetta Variante di Valico. Tutte situazioni queste già oggetto di atti ispettivi ad hoc presentati da Mastacchi nella scorsa legislatura, e non ancora risolti. Il cantiere del casello di Rioveggio è un’opera partita nel 2010 e non ancora realizzata, dopo 15 anni. Non solo questo ritardo ha avuto impatti significativi sul tessuto produttivo e sulle attività commerciali della zona, ma in attesa del completamento dei lavori, l’incuria e il degrado dovuti all’abbandono la fanno da padroni sui materiali lasciati sul sito, con erbacce, sterpaglie e danni al terreno causati dai tanti eventi metereologici estremi di questi ultimi anni, con danni ai fabbricati vicini causati dagli smottamenti. L’Assessore Corsini, nella scorsa legislatura aveva attribuito i ritardi proprio alla complessità geomorfologica dei fenomeni franosi e Autostrade per l’Italia SpA aveva, in virtù di questo, comunicato che avrebbe diviso l’iter autorizzativo in due, per accelerare i tempi, ma nulla si è mosso. La riqualificazione del vecchio tracciato autostradale della Variante di Valico è un’altra nota dolente. A seguito della realizzazione della Variante di Valico, il vecchio tracciato dell’A1 nel Comune di Marzabotto (frazioni di Lama di Setta e Allocco) e nel Comune di Monzuno (fino all’abitato di Vado) è stato dismesso. Erano previste due diverse destinazioni d’uso per questo tratto: una parte a parco fluviale e una parte in sostituzione della SP325, ma i lavori di demolizione e riqualificazione previsti non sono ancora stati avviati. Infine, anche la prevista riqualificazione dell’Area di Deposito 5, area temporanea di stoccaggio predisposta per gestire i materiali di scavo risultanti dai lavori per la Variante di Valico, in modo sicuro e organizzato, non è mai partita, nonostante i progetti di ripristino ambientale e altre opere di mitigazione siano già approvati.
Il question time di Mastacchi solleva preoccupazioni significative riguardo ai ritardi, alle ripercussioni socio-economiche e al degrado ambientale connessi a tali situazioni, chiedendo chiarimenti alla Giunta regionale sui motivi ostativi e sui possibili sviluppi futuri. La risposta della sottosegretaria Rontini facente veci dell’Assessora Priolo non fa che replicare le risposte fornite da Autostrade e dalla Regione in questi ultimi vent’anni, riportando ogni volta imprevisti aumenti di costi dovuti a ormai note situazioni morfologiche del territorio e peraltro già finanziate dai precedenti progetti attuativi. Assolutamente insoddisfatto il Consigliere Mastacchi che critica con fermezza la mancanza di credibilità ormai conclamata delle risposte di ASPI e della Regione. “L’ultimo passaggio che riguarda il prossimo Piano Economico Finanziario non considera che questi interventi sono già inseriti nei piani finanziari della precedente pianificazione. La Variante di Valico prevedeva già gli interventi su un territorio con queste criticità. La domanda che mi verrebbe da fare è che cosa ne ha fatto Autostrade dei finanziamenti di questi interventi se ora chiede di rifinanziarli nella nuova pianificazione? Mi aspetto anche, e rinnoverò la domanda in forma scritta, di avere delle date da Aspi perché risposte tipo “nei prossimi sei mesi” sono 25 anni che le sentiamo. Autostrade si deve impegnare a dare delle risposte puntuali e deve anche rispettarle. Che credibilità pensiamo di avere come istituzioni se continuiamo a dare delle risposte di questo tipo dopo 25 anni? “conclude Mastacchi.
