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Ripensare ad un nuovo modello di inclusione lavorativa

Bologna – 13 giugno 2024 – “I dati emersi dalla terza Conferenza per l’Inclusione lavorativa delle persone con disabilità, in merito agli iscritti al collocamento mirato e alle persone con disabilità in stato di disoccupazione, impongono di ripensare ad un nuovo modello di inclusione lavorativa”. A porre la questione con un’interrogazione ad hoc è il consigliere regionale di Rete Civica Marco Mastacchi.

“Per quanto riguarda gli iscritti al collocamento mirato il numero negli ultimi anni è infatti sostanzialmente rimasto stabile. Secondo i dati della Conferenza citata nel 2017 erano 6.937 mentre nel 2013 6.774. Dal 2013 al 2017, dunque in 5 anni, gli avviamenti al lavoro tramite il collocamento mirato sono stati 15.323 pari dunque a 3.064 persone avviate annualmente, un numero inferiore rispetto ai 4.731 avviati al lavoro nel 2023, ma in ogni caso in linea con i dati degli ultimi anni – continua Mastacchi -. Nel 2015 le persone con disabilità in stato di disoccupazione erano 27.402 mentre gli avviati al lavoro erano circa 3.064 all’anno”. 

Marco Mastacchi 2023

“In merito alla priorità disposta a favore delle persone con maggiore anzianità di iscrizione al collocamento mirato ed inserite nelle graduatorie per gli avviamenti numerici tramite le chiamate con avviso pubblico, pur ritenendo lodevole l’iniziativa, si segnala che gli avviamenti numerici sono solamente residuali rispetto gli avviamenti effettuati mediante richiesta di chiamata nominativa oppure attraverso l’impiego di convenzioni – continua Mastacchi -. Per una maggiore equità, al fine di evitare discriminazioni che ledono il diritto al lavoro delle persone con disabilità che abbiano un maggiore livello di anzianità, sarebbe quindi utile aggiornare le linee guida adottando criteri che privilegino l’anzianità e la gravità della patologia. Chiediamo inoltre alla Presidente della Assemblea legislativa se, nell’ambito dei criteri e dei principi stabiliti dalla DGR n. 943/2023, non ritenga opportuno lasciare la possibilità ai Distretti di poter utilizzare contemporaneamente più modelli di erogazione del contributo, al fine di garantire libertà di scelta per le persone con disabilità. Occorre inoltre rendere trasparente la posizione delle imprese in merito agli adempimenti sulle assunzioni obbligatorie, qualora ci si avvalga della deroga all’obbligo di assunzione delle persone con disabilità”.