Al momento stai visualizzando PESCA DEL GRANCHIO BLU: Trattamento fiscale per la vendita del granchio blu

A causa della incontrollata proliferazione della specie ”granchio blu”, a danno dell’intero comparto della venericoltura nella Sacca di Goro e di Comacchio ma con danni che si estendono a livello nazionale, la Regione Emilia-Romagna, di concerto con il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste ha adottato provvedimenti straordinari volti alla raccolta del ”granchio blu” e finalizzati allo smaltimento e alla vendita del crostaceo.  

 “In una delle mie ultime interrogazioni rivolte alla Giunta nei giorni scorsi, ho nuovamente affrontato la questione dell’invasione della specie granchio blu e ho chiesto una proroga, per le imprese ittiche titolari di concessione nella Sacca di Goro e nel territorio di Comacchio, dell’autorizzazione alla cattura, al prelievo, al trasporto e alla commercializzazione del granchio blu attualmente valida fino al 31 luglio 2024.” interviene il Consigliere Marco Mastacchi, Capogruppo di Rete Civica Progetto Emilia-Romagna. “Siamo in attesa dell’approvazione dei decreti ministeriali attuativi della nuova normativa che prevede l’equiparazione di pesca e acquacoltura all’agricoltura e mi pareva importante, alla luce di questa novità, inquadrare fisclamente l’attività di raccolta e vendita del ”granchio blu per non incorrere in eventuali sanzioni.” continua. Su sua sollecitazione, è stato fatto all’Agenzia delle Entrate un quesito chiedendo se le attività poste in essere (in via straordinaria, accessoria e temporanea), in forza dei provvedimenti autorizzativi nell’ambito delle aree demaniali marittime in zona Sacca di Goro e Comacchio rilasciate in concessione e concernenti le attività di cattura, prelievo, trasporto a terra e commercializzazione/smaltimento del ”granchio blu” possano essere ricondotte, ai fini fiscali, nell’ambito dell’attività di acquacoltura  e come inquadrarle ai fini dell’IVA. L’Agenzia delle Entrate -Direzione Centrale piccole e medie imprese – ha confermato, così come proposto, che le somme derivanti dalla commercializzazione dei ”granchi blu” non rileveranno ai fini delle imposte dirette in quanto ”assorbite” dalla determinazione del reddito ritraibile dall’attività di allevamento ittico. Ha inoltre chiarito che le somme ottenute dall’eventuale commercializzazione di questa tipologia di granchi  non sono soggette a IVA data la loro natura risarcitoria.

“Sono soddisfatto del chiarimento” ha ribadito il Consigliere Mastacchi “si tratta di attività riconducibili all’attività di acquacoltura e ai fini delle imposte dirette, rientrano tra quelle produttive di reddito agrario.” Aggiunge inoltre che “era necessario avere una conferma da parte dell’Agenzia delle Entrate per chiarire i dubbi relativi all’applicazione dell’IVA. Le somme ottenute dall’eventuale commercializzazione di questa tipologia di granchi, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che non sono soggette a IVA data la loro natura risarcitoria.”