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Dopo Modena Park del 2017 nessun grande evento all’ombra della Ghirlandina. Gli esempi di Ferrara e Reggio

Modena – 16 marzo 2024 – “La candidatura di Rimini a capitale italiana della cultura, poi sfumata a favore de L’Aquila, dimostra comunque per l’ennesima volta come tra le province emiliano-romagnole, Modena sul fronte culturale sia lasciata ai margini. L’attenzione a nuovi contenitori culturali, da Ago passando per il parco della Creatività all’ex AMCM, non si è tradotta in questi anni in una proporzionale offerta di contenuti di livello e di richiamo nazionale. Di fatto, dopo il Modena Park di Vasco Rossi del 2017, nessun grande evento è stato realizzato all’ombra della Ghirlandina”. A intervenire in questi termini è il consigliere regionale di Rete Civica, Simone Pelloni.

Modena, al di là delle nuove realizzazioni urbanistiche e delle riqualificazioni di spazi centrali come l’ex Sant’Agostino (attesa da decenni), ha tutte le caratteristiche per rappresentare un centro culturale di altissimo livello per la sua storia stratificata, che va dalla Modena romana a quella Ducale, per l’eccellenza dei suoi cittadini più illustri, da Luciano Pavarotti a Enzo Ferrari, e per la disponibilità di spazi adatti a ospitare grandi eventi musicali – continua Pelloni –. Purtroppo, questa ricchezza non è stata messa a frutto negli ultimi dieci anni e il paragone con quello che è accaduto in province vicine come Ferrara o Reggio Emilia ha mostrato in modo palese tutte le lacune della politica locale, evidentemente non debitamente supportata dalla Regione”.

“Non basta continuare a vivere di rendita sui tre giorni di Festival della Filosofia, giunto ormai alla 23esima edizione, o sul concerto di 7 anni fa realizzato in un Parco Ferrari da allora mai più valorizzato. Mentre a Ferrara approdavano Banksy e Ligabue, mentre Bruce Springsteen saliva sul palco del Parco Urbano Giorgio Bassani, mentre a Reggio Emilia 50mila persone applaudivano nell’Arena di Campovolo gli artisti che si esibivano per gli alluvionati della Romagna, a Modena ci si limitava a distribuire fondi a pioggia alle associazioni culturali, confondendo il concetto di cultura diffusa con quello di cultura dispersa – chiude Pelloni –. La candidatura a sindaco di Massimo Mezzetti, ex Assessore regionale alla Cultura e presidente del Consiglio di indirizzo di Ago, rischia di innestarsi in continuità con questo percorso. In discussione non è la preparazione culturale del candidato Sindaco, ma la capacità di far germogliare una politica culturale, in sinergia con la Regione, che riposizioni finalmente Modena nella posizione che merita”