Al momento stai visualizzando SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE: urgono maggiori risorse e una revisione del meccanismo con cui opera

Bologna – 8 febbraio 2024 – Con una interrogazione alla Giunta il Consigliere di Rete Civica – Progetto Emilia-Romagna, Simone Pelloni, affronta la questione dei tagli alla spesa per il servizio civile universale che per il 2024 vede messe a bando 20 mila unità in meno rispetto al passato. Pelloni chiede alla Giunta se intenda avviare, di concerto con le altre Regioni e gli altri Enti, un’interlocuzione con il Governo e il Parlamento al fine di stanziare maggiori risorse per ulteriori posizioni di Servizio civile universale.

Chiede inoltre se intenda promuovere presso Governo e Parlamento una revisione del meccanismo di finanziamento dei progetti degli enti aderenti al Servizio civile universale, in particolare per quanto riguarda i criteri di distribuzione delle risorse, con attenzione alla distribuzione geografica e per settori. Il servizio civile universale è la scelta volontaria di dedicare fino a un anno della propria vita al servizio di difesa, non armata e non violenta, della Patria, all’educazione, alla pace tra i popoli e alla promozione dei valori fondativi della Repubblica italiana, attraverso azioni per le comunità e per il territorio. È aperto a tutti i giovani di età compresa tra i 18 e 28 anni (29 non compiuti), anche stranieri regolarmente residenti in Italia. Rappresenta un’importante occasione di formazione e di crescita personale e professionale per i giovani, che sono un’indispensabile e vitale risorsa per il progresso culturale, sociale ed economico del Paese. Si svolge presso una serie di enti convenzionati con il Dipartimento per le politiche giovanili, facente capo alla Presidenza del Consiglio dei ministri e gli ambiti di intervento sono molteplici:

  • assistenza
  • protezione civile
  • patrimonio ambientale e riqualificazione urbana
  • patrimonio storico, artistico e culturale
  • educazione e promozione culturale, paesaggistica, ambientale, del turismo sostenibile e sociale e dello sport
  • agricoltura in zona di montagna, agricoltura sociale e biodiversità
  • promozione della pace tra i popoli, della nonviolenza e della difesa non armata;
  • promozione e tutela dei diritti umani
  • cooperazione allo sviluppo
  • promozione della cultura italiana all’estero e sostegno alle comunità di italiani all’estero. 

È recente la notizia di un taglio considerevole alle posizioni a bando per il Servizio civile universale che verranno avviate nel 2024, con una riduzione del numero dei volontari che lascerà inattive circa 30.000 posizioni offerte dagli Enti iscritti nelle liste del Servizio Civile Universale. Nonostante la volontà dichiarata di estendere la platea dei volontari con l’aumento dell’importo mensile percepito portato da 444 a 507 euro, il taglio di posizioni previsto va in tutt’altra direzione e rappresenta un grave danno, in particolare per i giovani che risiedono nelle aree interne e per i Comuni che spesso grazie ai volontari del servizio civile assicurano la continuità di servizi essenziali ai cittadini. Altro punto nevralgico da affrontare è la revisione del meccanismo di finanziamento, a partire dal criterio di distribuzione delle risorse all’interno del sistema.

Ad oggi non è assicurata un’adeguata distribuzione territoriale e settoriale delle posizioni e in quelle attualmente a bando risultano esserci province confinanti con differenze profonde, spesso senza un’equa distribuzione tra settori, nonostante esista un meccanismo di garanzia regionale che di fatto risulta inefficace. La Regione Emilia-Romagna, per esempio, non ha finanziato nessun progetto culturale nonostante sia il settore più scelto dai giovani. Su 179 progetti finanziati solo 4 propongono attività nell’ambito del patrimonio artistico e culturale nell’area metropolitana di Bologna. Una distribuzione geografica più equa, una più forte responsabilizzazione degli Enti legata alle reali capacità di avvio e una maggiore stabilità nel tempo per gli Enti virtuosi sono elementi che possono influenzare molto positivamente l’attrattività del Servizio Civile.