Al momento stai visualizzando Persone con disabilità: quali controlli sugli strumenti a loro tutela?  

Bologna – 29 febbraio 2024 –  Uno dei quesiti posti alla Giunta con un’interrogazione, dal  Capogruppo di RETE CIVICA Progetto Emilia-Romagna, Marco Mastacchi, riguarda gli strumenti a tutela dei disabili e l’opportunità di aggiornare, per un’operazione di trasparenza e analogamente a quanto avviene in altre Regioni, le delibere annuali dell’Agenzia del Lavoro, relative all’ACCERTAMENTO DEI CONTRIBUTI ESONERATIVI PER L’ASSUNZIONE DI DISABILI DOVUTI DALLE IMPRESE, inserendo, per ogni singola azienda, in aggiunta all’importo del contributo esonerativo dovuto e del codice debitore, anche l’indicazione della sede legale del Comune (comprensiva della provincia), della base di computo (disabili), della quota di riserva, del numero di disabili in forza e delle scoperture.

Da approfondimenti eseguiti, risulta infatti uno scostamento tra la quota dovuta da alcune aziende per la mancata assunzione di disabili e il contributo effettivamente versato, che non non corrisponde, in difetto, al numero di disabili non assunti. Mastacchi chiede da cosa dipende tale scostamento e se sono stati richiesti in merito rapporti anche alla Direzione provinciale del lavoro competente e al Servizio sanitario nazionale. 

A seguire la richiesta di maggiori controlli sull’intera gestione degli strumenti a tutela dei disabili.  Il Fondo Regionale per l’inclusione lavorativa, che per legge dovrebbe servire per finanziare misure attive per il lavoro delle persone con disabilità, finanzia attività che non hanno concretamente portato ad un reale ingresso nel mondo del lavoro. Inoltre la crisi dettata dall’emergenza pandemica da Covid19, ha portato ad inevitabili rallentamenti e ha colpito soprattutto in ambito lavorativo le persone con disabilità, a causa della sospensione degli obblighi di assunzione, da parte del Ministero, per le aziende in crisi e pertanto risulta quanto mai opportuno, indire con urgenza, una Conferenza che evidenzi i numeri sull’effettiva occupazione delle persone con disabilità nella Regione Emilia-Romagna, nel periodo antecedente, concomitante e successivo alla crisi pandemica. E dal momento che l’ultima convocazione della Conferenza regionale per l’inclusione lavorativa risale al 2018 (dovrebbe essere biennale), mancano dati aggiornati sulla situazione rispetto alla disabilità, dati necessari per una efficace programmazione degli interventi e gestione dei fondi. Compito della Conferenza è svolgere un periodico esame dell’attuazione, in ambito regionale, degli interventi di integrazione lavorativa delle persone con disabilità come previsti dalla legge, nonché per acquisire pareri e proposte per la loro programmazione. 

Sarebbe opportuno sapere quali sono i risultati dei percorsi personalizzati che la nostra Regione ha attivato, visto che diverse persone con disabilità rimangono in attesa per anni nei centri per l’impiego, nonostante la redazione di progetti individualizzati, e quali verifiche e aggiornamenti vengano fatti da tali centri. 

L’interrogazione chiede di verificare anche la situazione dell’accompagnamento a fare impresa e all’autoimpiego, dove sembra i beneficiari siano sempre gli stessi, i fondi per lo spostamento, rimborsati solo a posteriori, quelli per il diritto allo studio, davvero pochi per i numeri effettivi.