Ferrara, 18 dicembre 2023 – Rete Civica Progetto Emilia-Romagna presente nel Consiglio regionale della Regione-Emilia Romagna, nel Consiglio comunale di Comacchio, in altre amministrazioni e comunità locali della provincia di Ferrara ritiene di dover informare l’opinione pubblica e precisare fatti legati all’emergenza ecologica, economica e sociale che sta travolgendo il comparto della molluschicoltura delle comunità del Basso ferrarese a causa della presenza infestante del granchio blu.
GORO E COMACCHIO: TERRITORI DIVERSI E COMPLEMENTARI
La diversa vocazione delle marinerie di Goro e Comacchio nasce dalla morfologia dei terreni e da assetti idrodinamico totalmente diversi che hanno portato: Comacchio a produrre e crescere seme di vongola fino a una taglia “mezzana”; Goro, ad allevare tali esemplari fino ad una taglia commerciale adeguata a norme e richieste del mercato. Agire per interventi pubblici d’indennizzo solo per chi compra seme -Goro- significa estromettere dai fondi le imprese di Comacchio, penalizzarle e creare tensioni sociali.
IL GRANCHIO
Il granchio blu non potrà mai essere una risorsa sicura. Presente da tempo in misura non invasiva, ora è numericamente esploso per motivi da approfondire. Si evidenzia che d’inverno il granchio si nasconde sotto il fondo e le quantità pescate diminuiscono drasticamente, inoltre, si nota che il mercato non è pronto ad assorbire quanto è possibile pescare d’estate: la totale aleatorietà della situazione rende complesso immaginarne una pesca sistematica.
La riconversione a questa attività potrebbe, infine, riguardare un numero esiguo di pescatori.
Riteniamo opportuno, pertanto, che il Governo prosegua il dialogo con l’Unione Europea per inserire il Granchio Blu nella lista nera, elaborare un piano di eradicazione della specie invasiva, studiare fondi per incentivarne cattura e smaltimento con indennizzi adeguati.
RUOLI E COMPETENZE
In questa grave crisi, soggetti titolati tralasciando possibili conflitti d’interesse, con fuorvianti comunicazioni sulla propria natura consortile, esasperando le diverse, complementari, vocazioni dei due territori ed eccedendo proprie competenze, con posizioni non concordate e con critiche pretestuose a mezzo stampa nei confronti del Ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste – reo di non avere messo a disposizione finanziamenti, quando in realtà il bando era ancora aperto – hanno creato un clima pretestuoso di frizioni e incomprensioni col Ministero nuocendo all’intero comparto dell’acquacoltura emiliano-romagnola.
Il Ministero è stato costretto ad diffondere circolari interpretative per riportare equità di trattamento a tutti i soggetti colpiti. Tutto questo non ha favorito sia la comprensione dell’unitarietà della crisi sia il clima delle relazioni tra imprese, istituzioni e, quindi, tra comunità. Dopo questi fatti, riteniamo che la Giunta regionale dell’Emilia-Romagna, che ha di fatto imposto un unico interlocutore a tutte le cooperative concessionarie, non rimandi una presa di posizione chiarificatrice.
Il Demanio Marittimo è dello Stato, non delle Regioni, che hanno una mera attribuzione amministrativa. Sarebbe opportuno si entrasse nel merito di come questa competenza sia assolta dalla Regione Emilia-Romagna perché crea disparità di trattamento fra imprese senza alcuna apparente ragione, se non, politica.
La titolarità della competenza in materia di reperimento di novellame selvatico (la cosiddetta nursery) anche dopo la modifica del Titolo V° della Costituzione (1999) è rimasta inequivocabilmente in capo allo Stato. Il Ministero, non le Regioni rilasciano l’autorizzazione annuale “per il prelievo di novellame selvatico”: se ciò accade, un motivo ci sarà.
Riteniamo, quindi, che la gestione amministrativa della nursery debba essere esercitata direttamente da Roma, non da Bologna, per ripristinare pari dignità d’impresa, che equivale a ripristinare equità sociale.
POSIZIONI DOMINANTI E PROPOSTE
Riteniamo che -finché il granchio infestante sarà presente negli allevamenti– sia necessario utilizzare i fondi previsti dal FEAMPA Fondo Europeo Affari Marittimi Pesca e Acquacoltura, strumento finanziario di sostegno del settore pesca e acquacoltura per il periodo 2021-2027, in modo più efficace.
Ad esempio, con tempestive iniziative temporanee, grazie alle quali a tutte le imprese costrette a cambiare specchio d’acqua per continuare l’attività, sia assegnata un’idonea area con basso fondale. A Goro sono presenti zone per soddisfare 10 volte tali esigenze; ma cooperative e associazioni “storiche”, pare, siano restie.
Questa è una proposta “di comunità” con una visione immediata e non miope capace di rispondere a una Regione temporeggiatrice, ostaggio di visioni particolari. Chiediamo al Governo di sopperire e di prendere per mano le diverse e complementari comunità, per fare in modo che questi pensieri siano accolte sui tavoli di mediazione; diamo a Roma leve perché questa economia prenda coscienza che solo con il cambiamento ci si può risollevare ed evitare di ripetere errori basati su una limitata mono economia, conviti che la natura sia immodificabile e sempre dalla parte degli uomini. La gente del territorio non vuole essere solo quella di “Fortuna Granda”!
Marco Mastacchi consigliere Regione Emilia-Romagna Rete Civica – Progetto Emilia Romagna
Filippo Sambi, consigliere Comune di Comacchio.
Rino Conventi, imprenditore. Comacchio.
Rizzardi Vincenzo, commercialista. Goro
Riccardo Forni, coordinatore provinciale Ferrara Rete Civica – Progetto Emilia Romagna
