Al momento stai visualizzando Ponte della Motta: un migliore investimento delle risorse per la sua ricostruzione

Bologna – 29 novembre 2023 – Il Consigliere Marco Mastacchi, Capogruppo di RETE CIVICA – Progetto Emilia-Romagna, chiede chiarimenti alla Giunta sulle ipotesi valutate per la ricostruzione del Ponte della Motta a Molinella, i cui crollo è stato uno dei singoli danni infrastrutturali più ingenti dell’alluvione. Il ponte era una struttura importante per l’economia della zona, nella quale hanno la loro sede industrie di condizionatori, di elettromeccanica e di trince (macchine agricole). I bombardamenti delle Seconda guerra mondiale avevano distrutto il ponte precedente, che rappresentava la principale via di collegamento con Bologna. Quello distrutto dall’alluvione era degli anni ’50. L’assenza del ponte costringe ad allungare di molto i tragitti per piccole strade di campagna poco adatte a un traffico intenso e già carenti per la mancata manutenzione.

I camion per i rifornimenti, in particolare, vanno a rovinare le banchine delle strade, in quanto lo spazio per il passaggio di due autoveicoli è particolarmente stretto. Difficoltoso anche l’utilizzo del mezzo ferroviario per tutti i pendolari che abitano nella zona. I lavori per la dismissione dei passaggi a livello costringono all’utilizzo di bus sostitutivi da Bologna-Roveri alla Stazione Centrale, allungando considerevolmente i tempi. Dopo i primi lavori in emergenza per incanalare il corso dell’acqua del torrente Idice, ora si attende la realizzazione del nuovo ponte. Sembra che la Città metropolitana intenda ripristinare il collegamento tra Budrio e Molinella con un ponte provvisorio. Secondo quanto annunciato dal Sindaco Lepore, il ponte provvisorio sarà realizzato in quattro o cinque mesi, avrà un doppio senso di marcia, per reggere anche i mezzi pesanti come le macchine agricole, e potrà durare fino a sei anni, con un costo di quattro milioni di euro.

Il Consigliere Mastacchi interviene con un atto ispettivo per sapere perché sia stata scartata l’ipotesi da parte del Governo di realizzare una struttura come un ponte Bailey (una tipologia di ponte di origine militare caratterizzata da elementi modulari velocemente assemblabili e smontabili) e se non sia più opportuno adoperarsi per realizzare una simile struttura provvisoria, attivandosi contestualmente per una soluzione definitiva, considerato che Comuni e Città metropolitana stanno già investendo proprie risorse, ma non saranno mai in grado di coprire tutte le necessità. Nel medesimo atto chiede inoltre se non ritenga opportuno valutare, in merito alla costruzione di un ponte definitivo, la possibilità di costruire un ponte “strallato”, che abbia cioè gli appoggi fuori dall’alveo, al fine di evitare il ripetersi della problematica che ha portato al crollo del vecchio ponte.