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BORGO DEI NONNI: a Lama di Reno (BO) il progetto lungimirante per un borgo “speciale”

Bologna – 4 agosto 2022 – Il capogruppo di RETE CIVICA – Progetto Emilia-Romagna Marco Mastacchi ha presentato alla Presidente dell’Assemblea legislativa e alla Giunta Regionale un’interrogazione per chiedere chiarimenti riguardo ai progetti di riqualificazione della ex Cartiera Burgo di Lama di Reno, nel comune di Marzabotto.

Situata ai piedi del Parco Storico di Monte Sole in un contesto paesaggistico di rilevante bellezza, Lama di Reno è una frazione del Comune di Marzabotto in provincia di Bologna, al centro dell’Appennino Tosco-Emiliano e conta circa 1.800 abitanti. All’interno del paese si trova l’area industriale della ex Cartiera Burgo (86.000 mq), dismessa da circa 20 anni. La rigenerazione dell’area industriale è una delle quattro proposte selezionate dalla Città metropolitana di Bologna e entrata a far parte del finanziamento di 157 milioni di euro di fondi PNRR assegnati al territorio bolognese.

Il progetto presentato recentemente dalla Città metropolitana alla cittadinanza, prevede un centro congressi/conferenze, un hub che ospiterà delle start-up, un albergo/ostello per ospitare studenti, lavoratori e turisti che frequenteranno la ciclovia del sole, un emporio e, lungo il fiume, spazi verdi, mentre lo spazio antistante la cartiera, dietro l’attuale cancello, diventerà la piazza.

Un progetto che non corrisponde a quello indicato dalla maggioranza della cittadinanza, che si è espressa con un sondaggio, presentato alla Città metropolitana dal Comitato cittadini quale risultato di una serie di incontri avvenuti su un Tavolo Tematico chiesto all’Amministrazione. Comitato che ha fatto da tramite fra investitori privati e l’Amministrazione affinché si potesse creare una sinergia per la realizzazione del progetto “Borgo dei Nonni” con una partecipazione pubblico-privata. L’idea consegnata dai cittadini alla Città metropolitana per il finanziamento del PNRR prevedeva la nascita di uno fra i primi villaggi per la terza e la quarta età in Italia, un nucleo dove ogni abitante può avere la propria casa (piccole unità abitative a misura di anziani dotate di tutto quanto serve) ma condivide gli spazi comuni in un sistema residenziale fondato sulla vicinanza con i propri amici, orientandosi verso soluzioni che possano garantire una vita socialmente dignitosa per la terza e la quarta età, stimolando e incentivando la capacità di rimanere autonomi e indipendenti e nello stesso tempo vivendo in comunità, per unire la comodità dello spazio privato alla possibilità di fruire di servizi comuni e di socializzare, come già sperimentato altrove in Europa e ultimamente anche in Italia. Il “Senior housing” è, innanzitutto, uno stile di vita che vede come principale protagonista l’abitazione, condivisa o in rapporto di vicinato, per anziani: è nato nel nord Europa alla fine degli anni ‘70 e, dopo un lungo viaggio, sta finalmente prendendo piede anche in Italia, perché oggi, le persone nella terza e anche nella quarta età sono dinamiche, aperte, piene di possibilità e decisamente molto attive, e il problema è spesso la solitudine. Un modello lungimirante quello presentato dal Comitato, che non è stato in alcun modo preso in considerazione dall’Amministrazione la cui ipotesi progettuale prevede l‘utilizzo dei fondi del PNRR senza che sia stata valutata adeguatamente la prospettiva di una sostenibilità economica nel tempo, rispetto alla proposta del Comitato che avrebbe interessato tutta l’area e non solo la parte acquistata recentemente dall’Amministrazione, che corrisponde a circa la metà dell’intera area oggetto del Master Plan, portando lavoro e servizi e dando nuova vita alla frazione, con l’obiettivo primario di una riqualificazione sostenibile e un utilizzo di quella superficie per il bene e la crescita della comunità. Tentare di utilizzare quell’area per scopi industriali/produttivi è invece completamente anacronistico, sia dal punto di vista del rispetto ambientale che per lo sviluppo economico-sociale che la frazione ha avuto nel corso del tempo.

La richiesta di Mastacchi alla Giunta e all’Assessore competente è se intenda intervenire perché venga recuperato il progetto del “Borgo dei nonni “proposto dal Comitato cittadino e ignorato dall’Amministrazione nonostante sia il frutto dei desiderata della popolazione. Va considerata la poca utilità di un centro congressi a Lama di Reno, dove i servizi alla popolazione rimasti in questa frazione ormai svuotata di ogni attività, si limitano a una piazza e un emporio e occorre tenere conto che le finalità del fondo del PNRR, al quale si è avuto accesso, sono destinate alla realizzazione di progetti volti a favorire una maggiore inclusione sociale riducendo l’emarginazione e le situazioni di vulnerabilità. In considerazione di ciò Mastacchi chiede anche se la Giunta non ritenga opportuno impegnarsi anche concretamente per sviluppare il progetto proposto dalla cittadinanza di Lama di Reno, al fine di dar vita a un luogo che si integri bene nel tessuto urbano di una frazione che conta già 1.800 abitanti, quindi non isolato e fine a sé stesso, ma un borgo “speciale” all’interno di un abitato.