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Svincolo di Rioveggio (BO): la burocrazia che affossa…

Bologna – 4 agosto 2021 – È arrivata ieri la risposta scritta all’interrogazione che il capogruppo di RETE CIVICA – Progetto Emilia-Romagna Marco Mastacchi ha sottoposto alla Presidente dell’Assemblea legislativa Emma Petitti e alla Giunta Regionale, l’ennesima sulla situazione ancora irrisolta del casello di Rioveggio e il mancato completamento dello svincolo. 

A Rioveggio, frazione di Monzuno (BO), il nuovo casello autostradale, parte dell’opera dello svincolo di Rioveggio, sul tracciato storico della A1, è tuttora incompleto dall’ottobre del 2012, tra tira e molla di appalti, ripresa dei lavori, interruzioni e indagini. 

La mancata realizzazione del nuovo casello ha avuto pesanti ricadute sul tessuto produttivo e sulle attività commerciali della zona: il nuovo centro commerciale attiguo al nuovo casello non è mai decollato e con esso tutto l’indotto collegato.

Nell’ottobre 2020 Mastacchi chiedeva quali fossero le motivazioni per l’ennesima interruzione dei lavori e quali i tempi di riavvio dei lavori destinati al completamento del casello.   

Il 13 novembre 2020, su sollecitazione della Regione, Autostrade comunicava; “La Società ritiene plausibile poter rientrare nella disponibilità delle aree indicativamente entro il 1° trimestre del 2021 e per giungere al più presto al riavvio dei lavori intende affidare le opere di completamento direttamente all’impresa collegata Pavimental S.p.A. perché vengano ultimate al più presto possibile con garanzie certe in termini di sicurezza per tutti.” Sono passati più di 6 mesi e le sorti del casello rimangono dubbie, affossate dalla burocrazia, i cui costi continuano a ricadere sulle spalle dei cittadini con le occasioni sprecate, i guadagni perduti, e i costi che si moltiplicano.

Nella risposta alla nuova interrogazione di Mastacchi sui tempi di realizzazione, oltre alla conferma dell’affidamento dei lavori alla Ditta Pavimental, viene comunicato che, dopo aver proceduto alla risoluzione del contratto con l’Appaltatore dell’ultima gara del 2019 per gravi inadempienze, per poter procedere Autostrade deve rientrare in possesso delle aree dei lavori, ancora occupate dai mezzi dell’Appaltatore. “Il Direttore dei Lavori ha disposto all’Appaltatore lo sgombero delle aree di cantiere dagli apprestamenti e mezzi, la cui esecuzione non è stata ancora completata dall’Appaltatore.”

L’inizio dei lavori a settembre è dunque condizionato dallo sgombero che l’appaltatore non ha terminato, e l’informativa di Autostrade non ci dice se sarà “incentivato” da termini precisi di scadenza e penali in caso di inadempienza. 

Non resta che sperare ….