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Mastacchi: sbloccare le procedure per il visto turistico dalla Russia

DALLA RUSSIA CON AMOREma senza Visto non si entra

Bologna – 28 Giugno 2021 – Il capogruppo di RETE CIVICA – Progetto Emilia-Romagna Marco Mastacchi ha presentato un’interrogazione a risposta immediata in Aula alla Presidente dell’Assemblea legislativa Emma Petitti e alla Giunta Regionale sull’opportunità di intervenire presso il Governo per quanto riguarda la concessione ai cittadini russi del visto per turismo nel nostro Paese.  

“La crescita economica globale rimane moderata, il mondo sta rallentando. E lo fa in modo sincronizzato dal Giappone all’Europa, dalla Cina agli Stati Uniti. Nello scenario complessivo sembra esclusa la Russia. In sintesi, l’outlook mondiale è critico e in generale registra una leggera flessione, anche rispetto alle previsioni di inizio anno.” 

Così recitano le prime righe del rapporto dell’Osservatorio del Turismo dell’Emilia-Romagna del 2019 alla voce Schede Paese. E continua: “Le previsioni future che ci riguardano potrebbero peggiorare alla luce delle barriere commerciali, delle lusinghe dei mercati russi, cinesi e statunitensi e delle forti tensioni geopolitiche, comprese le criticità legate alla Brexit che pesano sul libero scambio, sul commercio ed anche sul movimento turistico del Vecchio Continente… L’overtourism potrebbe diventare un problema divisivo per l’industria turistica mondiale, con sempre più turisti penalizzati dalla percezione del sovraffollamento registrato dalle destinazioni più turistiche del pianeta e dalle conseguenti politiche turistiche attivate per fronteggiarlo. Questa risulta attualmente la variabile dipendente con la quale ci si dovrà confrontare nel 2020.” 

Sempre secondo il rapporto dell’Osservatorio del 2019 l’Italia, pur tra le prime destinazioni turistiche nel mondo, risulta solamente ottava per competitività turistica. 

Tutto questo prima della pandemia COVID19 e dello stallo pressoché totale nel quale ha confinato il turismo. Ma qualsiasi ripartenza non potrà ignorare i trend già in atto e che, per certi versi, questa “ferma” forzata metterà ancora più in evidenza. 

Tra le tendenze messe in evidenza dall’osservatorio per il 2019-2023: 

Viaggi turistici indipendenti e “in solitaria” / Ecotravel / Vivere come un residente / Personalizzazione / Turismo bleisure (combinazione di business e leisure) / nomadi digitali, ossia persone che viaggiano e contemporaneamente lavorano per via telematica.

Da diversi decenni l’Emilia-Romagna è una meta ambita dai russi, sia in ambito prettamente turistico che per business. Al 2019 le presenze di turisti provenienti dalla Russia che hanno soggiornato nella nostra Regione presso esercizi alberghieri e extra alberghieri sono state di circa 730.000 unità.  Per i russi l’Emilia-Romagna è ormai riconosciuta come un territorio da vivere e “assaporare”, che offre diverse possibilità per rilassarsi (mare, montagna, cultura, ambiente) e per fare business. 

L’attuale protocollo Anti-Covid19 per l’ingresso in Italia e aggiornato dal Consolato Generale d’Italia a San Pietroburgo al 14 giugno 2021, prevede le possibilità di turismo dalla Russia verso l’Italia, e dunque l’ottenimento del visto sotto questa voce, solamente nei seguenti casi: 

  1. familiari di cittadini dell’Unione Europea che accompagnino o raggiungano in Italia i propri congiunti con qualsiasi grado di parentela se il cittadino straniero risiede nella Federazione Russa e risulta a carico del cittadino dell’Unione Europea che accompagna. 
  2. familiari di cittadini stranieri regolarmente soggiornanti in Italia – per i cittadini della Federazione Russa il rilascio del visto è riconosciuto ai familiari elencati all’art. 6, comma 3, lett. a) dell’Accordo di facilitazione del rilascio dei visti ai cittadini dell’Unione Europea e della Federazione Russa firmato tra la Comunità Europea e la Federazione Russa il 25.5.2006; 
  1. cittadini stranieri che debbano raggiungere il domicilio o la residenza di un cittadino dell’Unione Europea o straniero regolarmente residente in Italia con il quale abbia una stabile e comprovata relazione affettiva. 
  2. cittadini stranieri che dimostrino la necessità e l’urgenza di recarsi in Italia. 

È evidente come quanto sopra abbia davvero poco a che fare con il concetto di “Turismo”. 

Sempre dalle disposizioni del Consolato: 

Per i voli diretti in Italia è necessario presentarsi all’imbarco muniti di un referto di tampone negativo effettuato nelle precedenti 72 ore.

Il periodo di isolamento fiduciario è ridotto a 10 giorni, con obbligo di effettuare tampone al termine dello stesso. 

Il vaccino Sputnik V, utilizzato in Russia come principale misura Anti-Covid, non è attualmente riconosciuto dalle agenzie sanitarie Ema e Aifa e per questo i cittadini russi, con esso vaccinati, non possono venire da noi per turismo. D’altro canto l’Amministratore Delegato del Fondo Russo per Investimenti Diretti (Rdif), che ha fornito le dosi di Sputnik V alla Repubblica di San Marino, ha dichiarato che “le statistiche quotidiane del numero dei casi dimostrano che la campagna vaccinale con Sputnik V ha permesso a San Marino di azzerare i casi” e che “dal 27 aprile a San Marino non si registrano più decessi e dal 4 maggio nemmeno nuovi casi”.  I dati ISS (aggiornati al 10 maggio) sulla campagna vaccinale a San Marino parlano di 18.925 persone vaccinate con la prima dose di Sputnik V sulle 21.389 vaccinate totali e non si sono verificati casi di decesso in seguito a vaccinazioni effettuate con dosi di Sputnik V.  Dal 17 maggio la Repubblica di San Marino sarà aperta al turismo vaccinale e chiunque, tranne gli italiani, potrà recarsi nella piccola nazione e farsi somministrare due dosi di vaccino anti-Covid Sputnik V pagando 50 euro. 

Marco Mastacchi - 2021 - 6

Nonostante questi risultati e viste le attuali disposizioni, ad oggi è impossibile per un cittadino russo programmare le vacanze in Italia con un danno notevole a tutti i settori che ruotano attorno al turismo, all’accoglienza e anche al business. 

L’interrogazione del Consigliere Mastacchi alla Giunta è se non ritenga opportuno attivarsi presso il Governo perché siano sbloccate le procedure per il rilascio del visto per i turisti russi, per permettere loro la programmazione delle vacanze (e sulla scorta di quelle, spesso anche del business come abbiamo visto) in Italia e, più nello specifico, nella nostra Regione.