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Ospedale di Bentivoglio: COVID Hospital per la seconda volta

Bologna – 9 Dicembre 2020 – Il capogruppo di RETE CIVICA – Progetto Emilia-Romagna Marco Mastacchi ha presentato un’interrogazione a risposta scritta alla Presidente dell’Assemblea legislativa Emma Petitti e alla Giunta Regionale riguardo all’Ospedale di Bentivoglio e alla sua riconversione in “Covid Hospital”. 

Il verificarsi dell’ondata autunnale del Covid 19, se da una parte non ha trovato totalmente impreparate le strutture e gli operatori sanitari, ha però costretto alla conversione, per la seconda volta, di molti ospedali della Regione in strutture covid e all’ennesimo carico di superlavoro per gli operatori, dai medici agli infermieri a tutti gli addetti del settore.

L’operazione messa in essere dall’Azienda Sanitaria questa volta però è andata nella direzione di cercare di mantenere costante la capacità di rispondere anche a tutti gli altri bisogni sanitari, quelli non legati alla pandemia e che pure sono importanti.
Tra fine ottobre e i primi giorni di novembre l’ospedale di Bentivoglio è stato nuovamente convertito in struttura covid, come già accaduto nel corso della prima ondata di pandemia: 100 posti letto covid di degenza ordinaria, sei di degenza di terapia intensiva e sei di degenza di terapia sub-intensiva. Tutti occupati.

Il ritmo dei ricoveri è di 10/12 al giorno. I reparti di cardiologia e ostetricia sono gli unici rimasti in servizio normale oltre a tutti i servizi ambulatoriali, che, nonostante la riconversione per quanto riguarda le degenze, continuano ma con percorsi separati.  Nel giro di cinque giorni sono state riconvertite tutte le degenze ordinarie e il Pronto Soccorso riorganizzato.  Tutto è stato ripensato per far spazio all’emergenza pandemica.

Convertire un ospedale in ospedale covid significa soprattutto avere il personale competente e pronto per affrontare queste situazioni. In questo momento il personale a Bentivoglio sta facendo doppi turni, rientri, salti delle libere, ha turni che si protraggono anche per tante ore. Il personale si è adattato con grande generosità, prontezza e grande flessibilità, ma il superlavoro e la stanchezza hanno colpito e colpiscono e in molti sono ora contagiati. L’aumento repentino dei contagiati tra gli operatori sanitari ha inciso negativamente sul rapporto tra operatori disponibili e pazienti, soprattutto nei turni notturni, dove un solo medico gestisce tutti i pazienti covid di 3 reparti.

Marco Mastacchi Rete Civica

Qui, come altrove, c’è l’urgenza di reclutare personale e di trovarlo già formato in modo da inserirlo direttamente nei vari reparti, considerato che in ogni reparto tutto dev’essere “doppio”.  L’Ospedale è in difficoltà e servirebbe un supporto nella ricerca di personale professionalmente qualificato e disponibile in tempi brevi. E questo chiede alla Giunta l’interrogazione di Mastacchi, oltre che interpellarla sull’opportunità di adeguare la struttura degli ospedali a tutela degli operatori sanitari, con idonei e adeguati sistemi di aerazione soprattutto nei reparti in cui vengono trattati i pazienti covid.