• Tempo di lettura:5 minuti di lettura
Al momento stai visualizzando La mancata condivisione con il territorio e le competenze della Regione sull’ambiente

La mancata condivisione con il territorio e le competenze della Regione sull’ambiente


L’IMPIANTO EOLICO IN ROMAGNA

Bologna 2 Novembre – Insoddisfacente ancora prima di partire per la parte in causa richiedente – il Consigliere Marco Mastacchi di RETE CIVICA – l’audizione in Assemblea Legislativa della Regione che dovrebbe tenersi domani 3 Novembre 2020 per discutere del progetto dell’Impianto Eolico offshore tra Rimini e Cattolica alla presenza dei Sindaci del territorio interessato. Causa Covid19 il solo Presidente della Provincia di Rimini è stato autorizzato in aula, in qualità di rappresentante e coordinatore del territorio. Ma proprio questo fatto ha da tempo innescato malumori in tutto il territorio romagnolo. 

Domenica Spinelli

Domenica Spinelli, Sindaco di Coriano, che da subito e a più riprese ha chiesto, inascoltata, al Presidente della Provincia di Rimini “un confronto serio e la condivisione con tutte le forze del territorio, politiche ed economiche, sulla questione dell’impianto eolico.” lamentava che proprio il non avvenuto confronto destituiva il Presidente dal suo ruolo di rappresentante del territorio. Recentemente altri sindaci de territorio si sono espressi in merito con toni di insoddisfazione e protesta. 

A ridurre ulteriormente l’incisività dell’audizione in programma è l’assenza del rappresentante di Wind2000 Srl, la società che ha presentato istanza presso il Ministero delle Infrastrutture e dei

Trasporti (MIT) per ottenere l’Autorizzazione Unica ai sensi art. 12 del D. Lgs. 387/2003 e s.m.i., nonché contestuale richiesta di concessione demaniale, per la realizzazione di un impianto eolico offshore prospiciente la costa tra Rimini e Cattolica. 

Premesso che lo sviluppo di fonti energetiche rinnovabili, in particolare la generazione diffusa attraverso piccoli impianti di produzione di energia come il fotovoltaico, l’eolico e il mini-eolico, è uno degli obiettivi del programma di questa Giunta, è anche vero che con D.G.R. n° 1959 del 2006 e D.G.P. n° 34 del 2007 la Regione Emilia-Romagna e la Provincia di Rimini hanno approvato, senza alcun confronto politico con i territori un Protocollo d’Intesa finalizzato allo studio di un progetto preliminare per lo sfruttamento delle aree marine antistanti la costa della Provincia per la produzione di energia eolica. Protocollo al quale la Regione dichiara di non aver dato seguito ma che cionondimeno è in essere. 

Sempre la Giunta dichiara che la regolamentazione della materia è competenza dello Stato. Ma in seguito al riordino istituzionale effettuato con la L.R. n. 13/2015, anche attraverso apposite direttive la Regione esercita funzioni di pianificazione e di programmazione e mediante apposita sezione dell’Agenzia regionale per la prevenzione, l’ambiente e l’energia, esercita le funzioni amministrative. 

Mastacchi si interroga se non sia venuto il momento di mettere mano in maniera organica alla materia, viste le competenze ex LR 13/2015, per entrare più dettagliatamente nella normativa e regolamentazione anche tecnica di impianti che andranno sui propri territori. 

“Purtroppo la normativa è molto farraginosa e regolamentata da lontano, con norme che arrivano dall’Europa e recepite dallo Stato ma non chiare e spesso inadeguate a livello locale, quindi regionale, metropolitano, etc.” – commenta Mastacchi. “In progetti come questo i Sindaci sono gli ultimi anelli della catena e in molti casi apprendono dell’installazione troppo tardi senza poter intervenire e poter dare il loro punto di vista anche se alla fine la responsabilità amministrativa è la loro. É innegabile che abbiamo bisogno tutti di energie alternative ma credo sia importante che siano ben regolamentate e che non ci siano corsie preferenziali per le aziende che vogliono arrivare sui territori. Devono confrontarsi con i cittadini e con i loro rappresentanti, i Sindaci, appunto. Credo la Regione debba intervenire su progetti di questo tipo mettendo delle norme che tutelino i nostri crinali, il nostro mare, il nostro territorio nel suo complesso che dal punto di vista turistico sappiamo essere un’industria di vitale importanza. Tutto quello che può mettere in contrasto l’ambiente inteso come energia pulita e l’ambiente inteso come patrimonio per il turismo va attentamente valutato.”