Al momento stai visualizzando BLUE TONGUE E PREVENZIONE – Critiche alla gestione dell’emergenza e all’efficacia della comunicazione

Bologna, 8 agosto 2025 – Diverse problematiche sono state sollevate con un’interrogazione alla Giunta dal Consigliere Mastacchi di Rete Civica riguardo la gestione dell’emergenza Blue Tongue recentemente verificatasi tra gli allevamenti ovini. Mastacchi solleva preoccupazioni riguardo alla gestione del virus Blue Tongue negli allevamenti dell’Emilia-Romagna e la carenza iniziale di vaccini, evidenziando le gravi conseguenze economiche e sanitarie per gli allevamenti ruminanti, nonostante il virus non sia trasmissibile all’uomo. Il consigliere chiede alla Giunta regionale di verificare l’efficacia delle procedure informative e vaccinali, di garantire una disponibilità costante dei vaccini, e di migliorare il monitoraggio epidemiologico e la trasparenza dei dati, coinvolgendo anche altri enti ( quali USL e organizzazioni agricole) oltre all’Associazione Regionale Allevatori, per una comunicazione più capillare. Chiede inoltre di rivedere le procedure di intervento dei servizi veterinari territoriali, affinché siano garantite prontezza e capillarità nella gestione delle emergenze sanitarie negli allevamenti.

Il virus Blue Tongue, trasmesso da moscerini del genere Culicoides, ha avuto un impatto significativo e duro sugli allevamenti dell’Emilia-Romagna, con una particolare incidenza nella provincia di Rimini. Nel 2024 sono stati registrati 158 focolai, con un picco particolarmente rilevante nel mese di ottobre. Più recentemente, a luglio 2025, sono stati registrati 5 allevamenti colpiti e circa 10 per i quali si è in attesa della conferma della presenza del virus e la vaccinazione è riconosciuta come l’unico strumento efficace per contenerne la diffusione.

A inizio anno, si è registrata una forte carenza di vaccini, dovuta alla limitata produzione da parte delle aziende farmaceutiche, attivata solo dopo l’avvio dei piani vaccinali regionali, fatto che fa pensare a una mancata programmazione o anticipazione della domanda, nonostante i picchi dello scorso anno. La Regione aveva affidato all’Associazione Regionale Allevatori (ARA) il compito di informare gli allevatori, ritenendolo il canale più diretto e capillare. Tuttavia, è emerso che non tutti gli allevatori sono stati raggiunti da queste comunicazioni, come dimostrano i nuovi focolai e il boom di richieste di vaccinazione solo dopo l’aggravarsi della situazione. Si potrebbe verosimilmente ritenere che ARA abbia informato esclusivamente i propri associati, lasciando scoperti gli allevamenti non aderenti con conseguente ritardo nella presa in carico del rischio sanitario.

È plausibile, inoltre, ritenere che, nella fase iniziale, la portata del fenomeno sia stata sottovalutata, sia in termini di comunicazione che di percezione del rischio, ritardando così l’adozione tempestiva delle misure preventive necessarie. Solo con l’aumento dei contagi molti operatori si sono attivati e anche le Aziende AUSL hanno rinnovato e rafforzato le comunicazioni agli allevatori, sollecitando con maggiore insistenza l’adesione alla campagna vaccinale.

Alla luce di quanto successo, Mastacchi rivolge alla Giunta le proprie richieste, volte a migliorare la gestione futura delle emergenze sanitarie negli allevamenti.