Al momento stai visualizzando CONTRIBUTI DIRITTO ALLO STUDIO EMILIA-ROMAGNA: molti cittadini non riescono ad utilizzare i contributi

La giunta regionale intervenga in tempi brevi

Bologna – 5 giugno 2024 –  “A fronte di diverse segnalazioni di cittadini che lamentano di non riuscire a utilizzare i contributi per il diritto allo studio per studenti e famiglie in difficoltà economica, vorremmo sapere dalla giunta della Regione Emilia Romagna quali sono i motivi della mancata spendibilità di tali contributi e come intenda intervenire affinché i titolari delle borse di studio possano legittimamente, e in tempi brevi, utilizzare quanto loro erogato”. A porre la questione con un’interrogazione appena depositata è il capogruppo di Rete Civica Marco Mastacchi.

“Per molte famiglie risulta fondamentale poter usufruire di queste risorse aggiuntive ai propri redditi – continua Mastacchi -. Del resto è proprio per ridurre il rischio di abbandono scolastico e sostenere gli studenti in difficili condizioni economiche nell’assolvimento dell’obbligo di istruzione che la Regione supporta annualmente le famiglie con i benefici del diritto allo studio. Parliamo di interventi regolati dalla Legge Regionale 26 del 2001 e che hanno proprio l’obiettivo di facilitare l’accesso e la frequenza delle attività scolastiche e formative. Nello specifico, in attuazione degli Indirizzi regionali approvati dall’Assemblea legislativa per il triennio 2022-2024, la Giunta dell’Emilia-Romagna con  deliberazione 1168 del 10 luglio 2023  ha approvato i criteri per la concessione di borse di studio e contributi per i libri di testo l’anno scolastico 2023/2024. Tali criteri, peraltro, prevedono anche una maggiorazione dell’importo della borsa di studio per le studentesse e gli studenti meritevoli e per le studentesse e gli studenti disabili. Del resto le borse di studio ministeriali sono finalizzate proprio a sostenere gli studenti in disagiate condizioni economiche nell’acquisto di libri di testo, di soluzioni per la mobilità e il trasporto e per l’accesso ai beni e servizi di natura culturale e sono destinate a studenti iscritti all’ultimo triennio delle scuole secondarie di secondo grado”.

“Ora, che i cittadini non riescano ad utilizzare il contributo tramite nessuno dei tradizionali circuiti loro dedicati è inaccettabile – chiude Marco Mastacchi -. Ci aspettiamo quindi una risposta precisa dalla Giunta regionale”.