Bologna, 16 dicembre 2025 – Un’interrogazione alla Giunta dell’Emilia-Romagna di Marco Mastacchi, consigliere regionale di RETE CIVICA fornisce un quadro allarmante sulla crisi dei servizi di Neuropsichiatria Infantile (NPIA) in Regione, evidenziando una crescita senza precedenti della domanda di assistenza, con aumenti drammatici di disturbi d’ansia, alimentari e comportamenti autolesivi tra i minori a fronte di una ormai sistemica e grave carenza di risorse e personale. Le richieste del consigliere alla Giunta riguardano le misure urgenti e concrete che si intendono adottare nel breve periodo per incrementare il personale specializzato, la riduzione immediata delle liste d’attesa e il rafforzamento dei percorsi di prevenzione sul territorio.
La crescita senza precedenti della domanda di assistenza neuropsichiatrica per minori è un fenomeno attribuibile in parte all’uso precoce e intensivo di dispositivi digitali, che influisce negativamente sul neurosviluppo degli adolescenti. Questa crisi è strettamente legata a profondi cambiamenti sociali e culturali. Le statistiche ufficiali non descrivono un semplice aumento, ma una vera e propria esplosione del disagio giovanile.
Nel 2023 sono stati presi in carico 64.895 minori, con un incremento del 180% dei ricoveri negli ultimi dieci anni. Particolarmente allarmante è l’aumento dei disturbi d’ansia (+265%), dei disturbi alimentari (+483%) e dei comportamenti autolesivi (+170%). Dietro ogni punto percentuale si nasconde una sofferenza umana profonda, che coinvolge non solo i giovani ma intere famiglie lasciate spesso sole ad affrontare il baratro. Questi non sono solo numeri. Rappresentano un incremento drammatico e senza precedenti nella domanda di servizi di Neuropsichiatria Infantile (NPIA). Nonostante l’urgenza clinica, la grave carenza di risorse e personale ha portato a violazioni estreme dei tempi d’attesa, con famiglie che ricevono rinvii inaccettabili per casi ad alta priorità, inclusi quelli con rischio suicidario. Richieste di visite specialistiche con “priorità breve”, con motivazione tra le più gravi possibili (“episodi conclamati di autolesionismo e da un concreto rischio suicidario” dell’adolescente) e che secondo le normative vigenti, impongono un tempo massimo di attesa di 10 giorni, sono state prenotate a marzo 2026. Il divario tra i 10 giorni previsti dalla legge e la data proposta dal Servizio Sanitario per un adolescente a rischio suicidario non è solo un disservizio: è un fallimento sistemico che espone i minori e le loro famiglie a un pericolo inimmaginabile. Il documento sottolinea come l’intervento tardivo non solo aggravi le condizioni cliniche, ma generi anche costi sanitari e sociali elevatissimi per la comunità. Il quadro che emerge è quello di un sistema al collasso: travolto da una domanda di aiuto che è esplosa, ma paralizzato dalla cronica carenza di risorse. Un sistema dove bambini e adolescenti in condizioni di rischio critico vengono messi in una lista d’attesa che è, di fatto, un abbandono. Un abbandono che, come lo stesso documento sottolinea, non è solo una sconfitta morale ma anche un’insostenibile ipoteca sul futuro economico del nostro sistema sanitario. Sebbene la Regione abbia annunciato investimenti e nuovi hub, si tratta di interventi a medio-lungo termine che non rispondono all’urgenza attuale, lasciando un vuoto pericoloso nel presente. Mastacchi chiede di conseguenza alla Giunta quali misure urgenti e concrete intenda adottare nel breve periodo per incrementare il personale specializzato, ridurre immediatamente le liste d’attesa e rafforzare i percorsi di prevenzione sul territorio.
