Bologna, 7 agosto 2025 – Un’interpellanza del Consigliere di Rete Civica Marco Mastacchi critica la gestione delle liste d’attesa sanitarie, evidenziando una disconnessione tra la normativa vigente e la sua applicazione pratica e sottolineando come le leggi che tutelano i diritti dei cittadini siano spesso ignorate. E così il DLgs 124 del 1998 che tutela il cittadino quando il sistema fallisce (disciplina il diritto del cittadino a ricevere prestazioni sanitarie entro tempi massimi stabiliti e, nel caso non vengano rispettati, a richiederle in regime di attività libero-professionale intramuraria, pagando solo il ticket, o eventualmente in regime privato con rimborso, previa autorizzazione, da parte del SSN delle spese sostenute.) viene ignorato nei testi più recenti. Ulteriori provvedimenti nazionali e regionali sono intervenuti nel tentativo di disciplinare e rendere efficiente il sistema, ma senza successo. Non ultima la Delibera della Giunta Regionale n. 620/2024 che ha introdotto “misure straordinarie per il contenimento delle liste d’attesa”, stabilendo l’obbligo per tutte le Aziende Sanitarie di “mantenere le agende sempre aperte e accessibili”, attivare “preliste con contatto attivo dei pazienti” entro tempi definiti, e presentare “Piani Straordinari di produzione” per incrementare l’offerta e ridurre i tempi di attesa. E così, mentre lo specialista dovrebbe “prescrivere e prenotare direttamente eventuali accertamenti diagnostici e visite di controllo, riaffidando il paziente al medico di medicina generale (MMG) solo al termine del percorso diagnostico-terapeutico”, succede invece che nella pratica, la presa in carico specialistica continua a rappresentare “un’eccezione piuttosto che una prassi consolidata” e i pazienti sono costretti a rivolgersi nuovamente al proprio Medico di Medicina Generale (MMG) per ottenere le prescrizioni indicate dallo specialista, generando disorientamento, ritardi nei percorsi diagnostico-terapeutici e un aggravio burocratico. Più grave l’impatto sui pazienti con patologie croniche, che spesso si vedono negata la possibilità di visite di controllo con esenzione dal ticket. Se lo specialista non prenota direttamente, il MMG può prescrivere visite di controllo esenti in caso di riacutizzazione o monitoraggio della malattia cronica. La chiusura delle agende per visite di controllo induce il MMG a prescrivere “prima visita”, comportando la perdita del diritto all’esenzione e saturando le agende dei nuovi pazienti. Nonostante la DGR 620/2024 all’Art. 1, comma 282 e comma 284 della Legge 266/2005 (che vieta la sospensione delle attività di prenotazione e prevede controllo e sanzioni), le agende non risultano sempre aperte e accessibili e i pazienti inseriti nelle preliste NON vengono sistematicamente contattati entro i tempi stabiliti, compromettendo il rispetto delle priorità cliniche e generando discontinuità nei percorsi di cura. Grave anche la mancata presa in carico sistematica da parte delle strutture sanitarie per controlli e approfondimenti, in contrasto con i principi di appropriatezza e continuità assistenziale sanciti dalla L.R. 29/2004 e dal Piano Regionale della Prevenzione. Con questa interpellanza, il Consigliere Mastacchi chiede al Presidente e alla Giunta Regionale di attivare e rendere pubblici sistemi di monitoraggio e verifica sull’effettiva attuazione, da parte delle Aziende Sanitarie, delle disposizioni normative riguardanti l’apertura delle agende, la gestione delle preliste e il rispetto delle priorità cliniche. Inoltre chiede di adottare misure efficaci per garantire il rispetto dell’obbligo di presa in carico da parte degli specialisti, anche presso le strutture private accreditate, per evitare il ricorso improprio al medico di medicina generale per prescrizioni già indicate in sede specialistica, così come ad intervenire per rendere effettivamente prenotabili le visite di controllo e gli accertamenti di monitoraggio, in particolare per i pazienti affetti da patologie croniche, assicurando loro il pieno esercizio del diritto all’esenzione dal ticket e migliorando l’appropriatezza dell’accesso alle prestazioni specialistiche.
