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Un fiume di solidarietà e un deserto di risposte

Bologna, 30 settembre 2025 – Un rifugio distrutto, una comunità che ha risposto con un cuore immenso e uno stallo istituzionale che sta umiliando quella stessa generosità. Questa è la fotografia impietosa della situazione del canile di Sasso Marconi. Di fronte a questo stallo inaccettabile, la battaglia è stata portata a un livello superiore. Il consigliere Marco Mastacchi di Rete Civica ha presentato un'”Interrogazione a risposta immediata” alla Giunta della Regione Emilia-Romagna con una semplice richiesta: che la Regione si assuma la responsabilità di coordinare gli sforzi con il Comune e gli altri enti per trovare, finalmente, una soluzione concreta e rapida.

Durante la devastante alluvione che ha colpito l’Emilia-Romagna, la furia dell’acqua ha travolto e distrutto il canile di Sasso Marconi, un luogo gestito con amore dall’associazione “Il Vagabondo”. La struttura è stata resa inagibile e, nel fango, si è consumata la tragica perdita di uno degli animali ospitati. Ma non è stato distrutto solo un rifugio. È stato spazzato via un punto di riferimento sociale, educativo e relazionale, costruito in anni di volontariato e fiducia. Di fronte a questa ferita, la risposta della comunità è stata un’onda di solidarietà ancora più potente: una mobilitazione senza precedenti ha raccolto la cifra sbalorditiva di circa 310.000 euro, donati da cittadini, imprese e persino personalità del mondo dello spettacolo e della cultura.  Oggi ci troviamo di fronte a un paradosso oltraggioso: i soldi ci sono, la volontà popolare è chiarissima, ma per i cani non c’è ancora una casa. Mesi dopo il disastro, non è stato ancora trovato un terreno idoneo per la ricostruzione. Le soluzioni finora esplorate sono state liquidate come troppo costose o tecnicamente inadeguate. Il Comune di Sasso Marconi, che aveva assunto l’impegno di individuare una nuova area, a oggi non ha prodotto altro che “generiche rassicurazioni verbali”. Un ritardo burocratico che è uno schiaffo alla generosità di migliaia di persone. Nel frattempo, i cani sopravvissuti all’alluvione sono stati smistati in tre diverse strutture private. Una soluzione tampone che comporta costi enormi, pagati sia dall’associazione “Il Vagabondo” sia dalle casse pubbliche del Comune. Un salasso economico che si aggiunge alla beffa. Ogni giorno che passa, la situazione mette a dura prova le risorse dei volontari e nega agli animali il benessere che meritano e che la comunità ha già pagato e l’intervento della Regione, previsto dalla Legge Regionale n. 27 del 2000 sulla tutela degli animali, non è un’opzione, ma un dovere. La speranza di centinaia di persone e il futuro di decine di animali sono appesi a una decisione che non arriva mai. Rispondendo, l’assessore alla Sanità Fabi sottolinea come il problema sia alla piena attenzione e della Regione e del Comune di Sasso Marconi, nonostante ad oggi la ricerca di un terreno idoneo, sia pubblico che privato, non abbia dato i risultati sperati. Motivo per il quale nel redigendo Piano Urbanistico Generale il Comune ha intenzione di prevedere un’area da destinare alla realizzazione del canile. A seguito dell’approvazione del Piano sarà possibile procedere alle adempienze urbanistiche e normative.

Pur dichiarandosi soddisfatto, Mastacchi sottolinea come il fattore tempo in questa situazione diventi determinante: ogni allungamento nei tempi di individuazione e assegnazione del terreno va a erodere la somma raccolta da tante generose donazioni per affrontare le spese di alloggio e sostentamento dei cani in altre strutture. Auspica dunque un impegno della Regione ad integrare, se necessario, i fondi che eventualmente mancheranno. “L’area delle Ganzole è un’area devastata e ne hanno sofferto non solo il canile ma anche le attività economiche. Ritengo fondamentale un intervento della Regione anche dal punto di vista di una soluzione complessiva per quel territorio, grazie al lavoro del Commissario.  Chiedo alla Regione e all’Assessore di farsi carico oltre alle procedure necessarie ad arrivare a destinazione, anche dell’integrazione di fondi nel caso sia necessario.” Conclude Mastacchi.