Bologna 25 luglio 2025 – A margine della recente Aula che ha visto l’approvazione della legge di Bilancio, e in linea con i commenti lì espressi, dubbiosi riguardo alla realizzazione delle aree di tracimazione controllata, Marco Mastacchi, Consigliere di Rete Civica, pone un’interrogazione all’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna che solleva la questione delle indennità per gli agricoltori i cui terreni sono interessati dalla realizzazione di opere idrauliche definite strategiche, come le casse di espansione e le aree di tracimazione controllata, considerate dalla Regione necessarie dopo gli eventi alluvionali del 2023.
La Regione Emilia-Romagna sta realizzando opere idrauliche che ritiene strategiche (casse di espansione, aree di tracimazione controllata) per la messa in sicurezza del territorio, in risposta agli eventi alluvionali del 2023. Questi interventi coinvolgono ampie superfici agricole, con previsione di espropri o utilizzi temporanei dei terreni. Un esempio è la zona del Faentino, dove sono previste opere che interessano oltre 200 ettari di suolo agricolo. Mastacchi evidenzia il fatto che le indennità offerte sono considerate insufficienti e irrisorie rispetto al valore produttivo e commerciale dei terreni, così come lamentato dagli agricoltori, con un conseguente rischio di contenziosi e rallentamenti procedurali nella realizzazione delle opere.
Propone perciò l’adozione di modelli alternativi all’esproprio, simili a quelli già in uso in Veneto e Toscana. Il Veneto prevede indennizzi proporzionati al danno e alla frequenza d’uso idraulico che possono coprire fino all’80-90% del danno accertato, secondo quanto previsto dal D.Lgs. 102/2004. La Toscana, con la L.R. 67/2003, prevede indennità differenziate per espropri, occupazioni temporanee e allagamenti ricorrenti, con criteri di calcolo proporzionali alla perdita di reddito agricolo. Questi modelli regionali hanno permesso di evitare conflitti e garantire la disponibilità dei terreni agricoli per la sicurezza idraulica, senza compromettere la continuità aziendale degli agricoltori. La L.R. Emilia-Romagna n. 37/2002 (modificata dalla L.R. 10/2003) disciplina le procedure espropriative e la determinazione delle indennità, ma non prevede esplicitamente forme di compensazione per l’uso temporaneo o ricorrente dei terreni agricoli in caso di tracimazione controllata. A oggi, non risultano adottati atti integrativi regionali che definiscano in modo organico indennità proporzionali al danno agricolo o compensazioni non espropriative. Oltre a garantire trasparenza, equità e partecipazione degli agricoltori nella definizione dei criteri di indennizzo, la proposta di Mastacchi di adottare modelli già sperimentati con successo in altre regioni, mira a trovare una soluzione che bilanci le esigenze di sicurezza idraulica del territorio con la tutela del reddito e della continuità aziendale degli agricoltori, evitando contenziosi e accelerando la realizzazione di infrastrutture strategiche.
