Bologna 12 giugno 2025 – Il Consigliere di Rete Civica Marco Mastacchi con una risoluzione alla Giunta, sottoscritta anche dai Consiglieri Tommaso Fiazza (Lega) e Giovanni Gordini (Civici con De Pascale) e approvata all’unanimità in Aula, affronta il tema di coloro che, colpiti da gravi disabilità fisico-motorie, necessitano di protesi avanzate per recuperare l’autonomia e reinserirsi nella vita quotidiana. L’atto prende spunto da un caso concreto, quello di unapanettiera di 41 anni di Fratta Terme, madre di due bimbi che, a seguito di uno shock settico da pneumococco nell’aprile 2024, ha subito l’amputazione di entrambe le gambe, dell’avambraccio sinistro e delle dita della mano destra (escluso il pollice). Ma altri casi simili sono segnalati un po’ ovunque nella Regione. In tutti questi casi la vita delle persone è cambiata in modo repentino e drammatico. I progressi tecnologici nel campo delle protesi sono significativi e si è assistito a una vera e propria rivoluzione nel campo grazie all’introduzione di sofisticati sistemi motorizzati, che vanno dalle mani bioniche, a ginocchia e caviglie a controllo elettronico. La Regione Emilia-Romagna ha già un know-how e strutture all’avanguardia nel settore. Il Centro protesi Inail di Vigorso a Budrio è considerato il secondo laboratorio più all’avanguardia del mondo, un’eccellenza nel campo della sperimentazione e applicazione di protesi e presidi ortopedici, che ha come valore la centralità del paziente e come obiettivo il suo reinserimento nella vita di relazione e di lavoro. Parimenti Il Montecatone Rehabilitation Institute, struttura d’eccellenza nazionale del Servizio Sanitario Regionale della Regione Emilia-Romagna, ospedale di alta specialità, è il principale polo regionale per la riabilitazione intensiva delle persone con lesioni midollari e uno dei tre centri di riferimento regionale per le lesioni cerebrali acquisite. La Regione Emilia-Romagna ha già definito un “quadro normativo avanzato per l’erogazione di dispositivi protesici e ausili tecnologici” che prevede la possibilità, in casi eccezionali e debitamente valutati, di erogare dispositivi non inclusi negli elenchi standard, a condizione che siano indispensabili per il recupero funzionale e sociale. Questo punto è cruciale per la fornitura di protesi d’avanguardia non ancora standardizzate. Ma nel caso citato, per esempio, solo la solidarietà di amici, conoscenti e concittadini ha consentito l’acquisto delle protesi necessarie, a dimostrazione dell’esistenza di importanti lacune attuative della normativa regionale esistente. Si interroga Mastacchi:” La Regione dispone di questo strumento che prevede interventi a favore delle persone con gravissime disabilità (n.d.r. DGR 1844 del 2018) , tuttavia è evidente che lungo la filiera qualcosa si è inceppato, forse nella fase di accesso, forse nella valutazione, forse nella tempistica. Il risultato è che i cittadini in condizioni estreme non hanno ricevuto un supporto necessario nei tempi e nei modi previsti. Che cosa non ha funzionato?” Da qui, la richiesta trasversale di impegno alla Giunta regionale di intervenire con determinazione, in particolare chiedendo di garantire la piena attuazione delle previsioni contenute nel DGR 1844 del 2018, promuovendo la tempestiva attivazione dei percorsi previsti per i casi di gravissima disabilità, di favorire una diffusione omogenea delle buone pratiche su tutto il territorio regionale, di rafforzare il raccordo operativo tra distretti, le unità di valutazione multidimensionale e i centri di eccellenza regionali, come il centro di protesi di Budrio e il centro di Montecatone di Imola. Mastacchi invita quindi tutti ad avviare una verifica puntuale sull’applicazione della DGR 1008 e 44 del 2018, al fine di individuare eventuali criticità e proporre modifiche o integrazioni che rendono il sistema più efficace, più tempestivo e più vicino alle persone.
