Al momento stai visualizzando NON VEDENTI E CANI GUIDA – L’obbligo di pulire è una barriera quasi insormontabile 

Bologna 9 ottobre 2025 – Per la maggior parte dei cittadini, pulire dopo il proprio cane è un dovere civico. Per una persona con disabilità visiva, però, l’obbligo di raccogliere le feci solide e diluire con acqua quelle liquide è un’impresa estremamente difficile, una sfida quasi insormontabile. Un obbligo di legge, pensato per il decoro urbano, si trasforma in una barriera invisibile che può limitare proprio quella libertà che il cane guida dovrebbe garantire. Una risoluzione indirizzata al Presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna lo scorso maggio dal consigliere regionale Marco Mastacchi di Rete Civica, ha acceso i riflettori su questo problema, rivelando una battaglia silenziosa per la dignità e l’inclusione. Lo scopo: esentare le persone non vedenti dall’obbligo di raccogliere le feci e diluire le deiezioni liquide dei cani guida in tutti i comuni della regione. Si tratta di rimuovere una barriera sproporzionata per chi già affronta sfide quotidiane. Riconoscere questa necessità significa “promuovere una società più inclusiva e rispettosa” e aumentare la “maggiore consapevolezza” sulle esigenze reali delle persone con disabilità. L’approvazione della risoluzione all’unanimità da parte della IV Commissione permanente, impegna oggi la Giunta ad agire per promuovere l’uniformità dell’esenzione. A livello nazionale esiste una norma che affronta il problema. Un’ordinanza ministeriale del 6 agosto 2013, prorogata fino al 2026, esenta le persone con disabilità accompagnate da cani addestrati dall’obbligo di raccolta delle feci. Non si tratta di una legge stabile e definitiva, ma di un’ordinanza “contingibile e urgente”, che dipende da continui rinnovi. Inoltre la materia dell’igiene urbana è di competenza dei singoli comuni, i quali esercitano la propria potestà regolamentare. Questo crea un conflitto tra una direttiva nazionale temporanea e l’autonomia locale, generando incertezza e disparità di trattamento. La conseguenza di questo conflitto normativo è un’Italia “a macchia di leopardo”. In Emilia-Romagna, l’esenzione è riconosciuta solo in alcuni comuni. I diritti di una persona non vedente, quindi, possono cambiare semplicemente attraversando un confine comunale, creando confusione e ingiustizia. La risoluzione promossa dal consigliere Mastacchi, mira a creare “uniformità normativa” per “evitare disparità di trattamento”. Altre regioni hanno già tracciato la via, dimostrando che esistono diversi strumenti per risolvere il problema. Il Friuli-Venezia Giulia ha adottato una legge regionale (L.R. 20/2012) che stabilisce l’esenzione in modo diretto e vincolante su tutto il territorio mentre la Valle d’Aosta ha scelto un approccio diverso e ha emanato “indirizzi normativi e linee guida” per promuovere l’adozione dell’esenzione nei regolamenti comunali. Un modello cruciale, quest’ultimo, perché rispetta l’autonomia locale offrendo al contempo una direzione chiara. È la stessa strategia di guida e sensibilizzazione che l’Emilia-Romagna dimostra di voler perseguire con l’approvazione di questa risoluzione, mostrando che è possibile armonizzare i diritti senza calpestare le competenze dei comuni. La risoluzione approvata in Emilia-Romagna impegna la Giunta a tre azioni concrete e strategiche:  sensibilizzare i comuni attraverso funzioni di “indirizzo”, rispettando il principio costituzionale dell’autonomia locale, sollecitare il Governo chiedendo da un lato di assicurare la continuità dei rinnovi dell’ordinanza ministeriale e dall’altro di avviare un percorso per una legge nazionale stabile, e infine valutare una norma quadro regionale che possa servire da riferimento legittimo per i comuni che vogliano adeguare i propri regolamenti.

La vicenda sollevata dalla risoluzione di Mastacchi riguarda il diritto fondamentale delle persone con disabilità a vivere una vita piena, autonoma e dignitosa, senza dover affrontare barriere burocratiche e pratiche inutili. Accendere una luce su questo problema significa rendere visibile una difficoltà che per molti era, fino ad oggi, invisibile.