Al momento stai visualizzando EMERGENZA GRANCHIO BLU – Fare chiarezza sui progetti sperimentali e la gestione delle concessioni

Bologna 25 febbraio 2025 –  Il Consigliere di Rete Civica Marco Mastacchi interviene ancora una volta sull’emergenza granchio blu e la gestione delle concessioni, con un’interrogazione che pone due domande specifiche alla Giunta Regionale: “se e come intende operare rispetto alle attuali concessioniconsiderato che le elevate presenze di granchio blu non permettono al momento di pianificare le nuove semine di molluschi bivalvi, con una possibile compromissione delle produzioni anche nel prossimo futuro” e “se la Regione ha già rilasciato o intende rilasciare delle “concessioni sperimentali” e quali sono le caratteristiche“.

L’emergenza granchio blu ( Callinectes sapidus ), identificato come una delle “cento peggiori specie invasive” nel Mediterraneo, rappresenta una seria minaccia sia per l’ecosistema che per l’economia della Regione Emilia-Romagna, in particolare per il settore della pesca e dell’acquacoltura. Gli impatti negativi di questa specie invasiva si sono registrati a raggio più ampio fino in Albania, Grecia e Spagna e sull’ecosistema locale, in particolare nella zona del delta del Po. I danni diretti alle attività di venericoltura (allevamento di vongole) e mitilicoltura (allevamento di mitili) nel delta del Po sono stati stimati in “alcune decine di milioni di euro” e Goro e i canali adduttori di Comacchio sono le aree più colpite, aree che rappresentano il 55% della produzione italiana di vongole e il 40% di quella europea con un’occupazione di 1.700 addetti.

Attraverso la competizione con la fauna autoctona e la predazione, Il granchio blu impatta negativamente la biodiversità mettendo a rischio gli habitat naturali, in particolare le aree naturali protette e gli ecosistemi più fragili. La Regione Emilia-Romagna ha stanziato risorse significative per affrontare questa emergenza e nel bilancio 2025 è previsto “un ulteriore stanziamento di un milione di euro di risorse regionali per coprire le spese sostenute dalle imprese per il suo smaltimento e trasporto”, che si aggiungono ai due milioni già finanziati negli anni precedenti. Ma oltre agli investimenti per mitigare i danni, sono necessarie strategie innovative e a lungo termine. La Regione sta inoltre considerando la possibilità di rilasciare “un’autorizzazione-concessione sperimentale” a cooperative già in possesso di una concessione demaniale marittima ai fini dell’acquacoltura. Ma la gestione delle concessioni esistenti e l’eventuale rilascio di concessioni sperimentali sono questioni cruciali che richiedono chiarezza e pianificazione.

Su queste basi vengono espresse le richieste di Mastacchi riguardo alla questione della gestione delle concessioni.