Al momento stai visualizzando DANNI DA FILLER FACCIALI E CENTRO SPECIALIZZATO DEL POLICLINICO DI MODENA – Quali garanzie dà il trattamento laser Eufoton ?

Bologna 12 marzo 2025 – Le complicanze derivanti da trattamenti con filler facciali sono al centro dell’atto ispettivo presentato alla Giunta regionale dal Consigliere di Rete Civica Marco Mastacchi. L’interrogazione prende le mosse dal caso della giornalista Mirella Serattini, divenuto di interesse nazionale a seguito di un servizio di Report nel 2015 e ripreso più recentemente anche in una trasmissione delle Iene. Sottopostasi nel 2006 a un leggero intervento estetico Mirella Serattini è stata sfigurata da iniezioni antirughe sbagliate fatte utilizzandoolio di silicone (sostanza vietata dal 1993). Le complicanze estetiche e funzionali causate dai filler da volto possono causare deformità del viso, infiammazioni ricorrenti, formazione di cordoni duri e dolenti, ipercromie (macchie scure sulla pelle), parestesie (alterata sensibilità) e sensazione di corpo estraneo. Per provare a ovviare ai danni causati dal trattamento con sostanze vietate, la Serattini si è rivolta al centro regionale danni da filler creato presso il Policlinico di Modena e finanziato dalla Regione, dove la sua personale “via crucis di interventi riparatori” non ha trovato soluzione, anzi. Invece di risolvere il problema, il trattamento laser Eufoton al quale è stata sottoposta e che le era stato prospettato come “innovativo, soft e senza cicatrici,” ha causato nuovi danni irreversibili alla signora. Va evidenziato che la struttura complessa di Chirurgia plastica del Policlinico di Modena è stata individuata dalla Regione Emilia Romagna come Centro di riferimento regionale nella cura delle complicanze da filler del volto e che si prende carico nello specifico delle patologie associate all’abuso di filler.

Con l’interrogazione alla Giunta regionale, il Consigliere Mastacchi solleva dubbi sulla completezza e adeguatezza del consenso informato fornito alla paziente prima del trattamento laser, sottolineando che non sarebbe stata “adeguatamente informata sui rischi e sulle complicazioni di questo trattamento sperimentale.” Solleva questioni importanti relative alla gestione dei danni da filler facciali, all’efficacia e alla sicurezza del trattamento laser Eufoton, e alla necessità di garantire un consenso informato completo e aggiornato ai pazienti, dove i rischi del trattamento siano descritti in modo esaustivo. Si interroga anche su altre questioni fondamentali: chiede informazioni sui tipi di danni da filler trattabili con Eufoton, la durata media del trattamento, il protocollo pre e post-trattamento (esami propedeutici e controlli diagnostici), gli aggiornamenti del protocollo, l’intervallo di tempo tra i trattamenti, quante richieste di risarcimento rispetto ai trattamenti effettuati, gli effetti collaterali, i costi per la sanità regionale e se e quanti sono i casi in cui risulterebbe necessario il lipofiiling dopo il trattamento laser.

Attualmente la preoccupazione principale é che le particelle di silicone ancora presenti nel corpo di Mirella Serattini possano raggiungere e danneggiare organi vitali come il cuore, il fegato e il cervello, con potenziali conseguenze letali. Le domande poste non possono essere eluse, non solo per sostenere la signora Serattini che ha contratto tre malattie autoimmuni come conseguenza dell’utilizzo della sostanza vietata e non ha trovato soluzione rivolgendosi alla struttura regionale, ma anche per dare informazioni chiare a tutti i cittadini.