L’amputazione di entrambe le gambe, l’avambraccio sinistro e le dita della mano destra a causa di un’infezione da pneumococco: questo è quanto è toccato in sorte a una donna di 41 anni, panettiera di professione e madre di due bambini. Oltre alla drammaticità dell’intervento dal punto di vista fisico e psicologico, per la famiglia si aggiunge il dramma economico. Marco Mastacchi, Capogruppo di Rete Civica, con un’interrogazione alla Presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, evidenzia la necessità di un intervento pubblico per sostenere il costo delle protesi all’avanguardia di cui la donna necessita per riacquistare una certa qualità di vita.

Il Centro protesi Inail di Vigorso a Budrio è una delle eccellenze indiscusse della nostra regione. È considerato il secondo laboratorio più all’avanguardia del mondo, una struttura di eccellenza nel campo della sperimentazione e applicazione di protesi e presidi ortopedici che ha come valore la centralità del paziente e come obiettivo il suo reinserimento nella vita di relazione. Gli ultimi cinque anni hanno visto una vera e propria rivoluzione nel campo delle protesi e delle ortesi, in particolare per arti superiori e inferiori che hanno visto l’introduzione di protesi motorizzate, tra cui mani bioniche e ginocchia e caviglie a controllo elettronico. Tecnologie all’avanguardia che consentono alle persone con disabilità di riprendere una vita più normale, ma dal costo molto elevato che rappresenta un problema per molte persone. Mastacchi, chiede alla Giunta regionale di sapere come intende intervenire per supportare famiglie come quelle del caso citato, che si trovano ad affrontare costi elevati per l’acquisto di protesi, fondamentali per riavere una qualità di vita accettabile.
