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INDENNITÀ MALATTIE INFETTIVE PER I SANITARI: si risolvono problemi di budget a scapito di chi opera più esposto 

Bologna – 28 giugno 2022 – Il capogruppo di RETE CIVICA – Progetto Emilia-Romagna Marco Mastacchi ha presentato alla Presidente dell’Assemblea legislativa Emma Petitti e alla Giunta Regionale un Question Time che evidenzia la disparità di trattamento conseguente all’intenzione del Servizio Sanitario Regionale Emilia-Romagna di escludere dal riconoscimento dell’indennità di malattie infettive una serie di professionisti della Sanità.  

Da recenti segnalazioni dal territorio risulta che, in considerazione dell’attuale contesto epidemiologico e in relazione all’attuale modello organizzativo di gestione dei pazienti, è intenzione del Servizio Sanitario Regionale Emilia-Romagna escludere dal riconoscimento dell’indennità di malattie infettive i percorsi interni di Radiologia, Ostetricia e altri, le aree di Pronto soccorso e Medicina d’urgenza e il personale del 118 che presta servizio in ambulanza. 

Verrà mantenuta invece l’indennità per coloro che operano nelle aree Covid dedicate (degenze ordinarie), terapia semintensiva e intensiva, nel servizio di Igiene Pubblica qualora gli operatori effettuino i tamponi e nel servizio di microbiologia. Nonostante la cessazione il 31 marzo 2022 dello stato di emergenza, il Covid è ancora presente e lo dicono i dati forniti dalla stessa Azienda Sanitaria. Vi sono ancora reparti con zone “filtro” nelle quali i pazienti sospetti di positività sono mantenuti in isolamento e sono trattati con tutte le dovute precauzioni predisposte dalle linee guida aziendali. La Regione non può pensare di risolvere i problemi di budget a danno dei dipendenti, eliminando indennità e riducendo voci salariali. Sarebbe casomai auspicabile la creazione di un percorso programmato per i pazienti covid positivi, partendo dall’intervento del 118 al passaggio e al monitoraggio nei pronto soccorso, sino ad arrivare all’eventuale ricovero, al fine di rendere tracciabile ed evidenziabile il personale dedicato. Questo consentirebbe di circoscrivere la platea degli operatori coinvolti nella gestione diretta dei pazienti positivi ai quali giustamente andrebbe riconosciuta l’indennità di malattie infettive. In considerazione anche del recente accordo della dirigenza con il quale si riconosce un’incentivazione ai medici del Pronto soccorso, ci sembra insensato togliere l’indennità al personale del comparto che opera nell’esercizio della professione fianco a fianco con chi invece tale indennità riceve. Ugualmente insensato ci sembra escludere il personale del 118 e del Pronto Soccorso, i primi esposti a un contatto diretto con un paziente non ancora sottoposto allo screening al quale effettuano una valutazione/triage, somministrano la terapia e operano l’assistenza infermieristica sia in ospedale che in un ambiente confinato e ristretto come l’ambulanza. Un’esclusione che finirebbe con aggravare le tensioni interne già sollecitate dalla carenza di personale e dalle riduzioni salariali.

Marco Mastacchi - Consigliere Regionale Emilia-Romagna

Il Consigliere Mastacchi interroga la Giunta per sapere se intende adoperarsi e in che modo affinché le indicazioni regionali al Servizio Sanitario non si riducano a risolvere i problemi di budget a danno dei dipendenti, eliminando indennità e riducendo voci salariali come l’indennità di malattia infettive, ma operino per quel riconoscimento dovuto alle categorie professionali che sono state i pilastri della nostra sanità durante l’emergenza pandemica, garantendo la tenuta del servizio sanitario e la salute dei cittadini.