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Rigassificatore a Ravenna: Sì, ma a “circuito chiuso”

Bologna – 16 maggio 2022 – Il capogruppo di RETE CIVICA – Progetto Emilia-Romagna Marco Mastacchi chiede alla Presidente dell’Assemblea legislativa Emma Petitti e alla Giunta Regionale, con una risoluzione, che la Regione si impegni ad accertarsi che il terminale di rigassificazione galleggiante previsto nell’area marina antistante la costa di Ravenna funzioni solo a “circuito chiuso”.  

Nel corso dell’incontro, tenutosi recentemente fra il presidente Bonaccini e il ministro Cingolani, è emersa la disponibilità della Regione Emilia-Romagna a diventare uno dei punti di riferimento in Italia per la ricezione e il trattamento in sicurezza del gas naturale liquefatto (GNL). Per poter utilizzare il GNL si rende necessario potenziare il sistema dei rigassificatori e il modo più flessibile e veloce per sfruttare la nuova disponibilità è quello di impiegare unità galleggianti, specialmente attrezzate allo scopo, ancorate in prossimità dei porti. 

Il progetto di impiego di queste unità si dovrebbe sviluppare nel distretto di Ravenna, che dispone di competenze, professionalità ingegneristiche e manodopera qualificata per garantire il trattamento in sicurezza del GNL e attualmente siamo in attesa delle procedure speciali per l’autorizzazione dell’incremento della capacità di rigassificazione nazionale mediante unità galleggianti di stoccaggio e rigassificazione. 

Gli impianti di rigassificazione del GNL normativamente previsti sono sia nella configurazione a “circuito aperto” con l’utilizzo dell’acqua di mare per il riscaldamento del gas liquefatto, sia nella configurazione definita a “circuito chiuso”, con un modesto aumento del consumo energetico, per non impattare l’ambiente acquatico. Il processo a “circuito aperto” prevede il prelievo di acqua di mare per riscaldare i radiatori nei quali circola il gas liquido. L’acqua contiene organismi marini come plancton, larve e uova di molluschi e pesce che potrebbero attecchire e intasare le tubazioni dell’impianto. Perciò viene filtrata e sterilizzata con l’aggiunta di acido ipocloroso (analogo alla varechina, n.d.r.) che comporta la quasi totale sterilizzazione e denaturazione dell’acqua, che viene poi reimmessa in mare. Dagli amministratori locali, dalle associazioni di pescatori della zona e dai ricercatori emergono forti preoccupazioni, sull’attività del rigassificatore e del suo impatto sull’ecosistema marino. In merito al rigassificatore di Porto Viro (RO) “Adriatic Lng” ad esempio, ci riferiscono di analisi recenti che hanno evidenziato l’aumento del cloro attivo all’interno dell’acqua utilizzata per il ciclo produttivo e la necessità di contenimento e recupero degli scarichi.

Il consigliere Mastacchi impegna la Giunta e il suo Presidente ad adoperarsi affinché l’istallazione di un terminale di rigassificazione galleggiante nell’area marina antistante la costa di Ravenna funzioni solo a “circuito chiuso”, a tutela dell’ambiente e dei possibili effetti negativi sull’industria ittica come l’attività di coltura dei molluschi. Chiede inoltre di sollecitare il Ministero affinché vengano condivise le informazioni emerse dai monitoraggi in essere in merito all’alterazione dell’ecosistema marino, in ordine ai cicli riproduttivi della fauna ittica e in merito ai miglioramenti degli impianti che s’intende adottare per minimizzare l’impatto ambientale.