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Inceneritore di Ferrara: a cosa serve essere virtuosi?

Bologna – 9 maggio 2022 – Il capogruppo di RETE CIVICA – Progetto Emilia-Romagna Marco Mastacchi ha presentato alla Presidente dell’Assemblea legislativa Emma Petitti e alla Giunta Regionale un’interrogazione sull’inceneritore di Ferrara e l’aumento della sua capacità rispetto al limite stabilito. 

Il limite stabilito per l’inceneritore di Ferrara era stato fissato a 130mila tonnellate l’anno, una capacità massima stabilita da un accordo sottoscritto nel 2003 da Circoscrizione Nord-Ovest, Comune di Ferrara, Provincia di Ferrara e l’allora Agea e rinnovato in seguito nel 2013.

Nel 2016 l’impianto di Ferrara aveva incrementato la propria attività a causa dell’emergenza sanitaria in corso in Puglia, ma si trattava di un periodo limitato di tempo, trascorso il quale si è rientrati subito nei limiti stabiliti in precedenza. 

L’aumento nel 2021 della capacità dell’inceneritore di Hera, che ha portato da 130 mila a 142 mila le tonnellate annue di rifiuti da smaltire all’inceneritore di via Diana, è stato uno schiaffo ai Ferraresi, le cui buone prassi hanno reso Ferrara tra le prime città italiane per raccolta differenziata.

Grazie all’introduzione del contestatissimo sistema delle calotte, il comune di Ferrara vanta oggi uno dei gradini del podio come comune più virtuoso d’Italia, con la differenziata che ha raggiunto a fine 2020 quota 88%. Una città che produce poco più di 50mila tonnellate ogni anno di indifferenziato non può pagare il conto sanitario e ambientale, respirando i prodotti della combustione di rifiuti provenienti da mezza Italia. Non trascurabile è il fatto che si vanno così disperdendo ulteriori tonnellate di rifiuti nell’aria di una delle città che già vantano il primato italiano di tumori ai polmoni e al colon retto!

Marco MAstacchi 2022

Risulta evidente che questa richiesta va nella direzione esattamente contraria rispetto alla transizione ecologica che dovrebbe incentivare la raccolta differenziata, la riduzione della quantità di rifiuti pro-capite prodotta, l’economia circolare e l’utilizzo residuo delle discariche e degli impianti di incenerimento. 

Il consigliere Mastacchi chiede alla Giunta perché, a fronte di un fabbisogno di smaltimento rifiuti di Ferrara sceso a poco più di 50mila tonnellate annue (ben al di sotto delle 130mila stabilite come limite), si sia deciso di incrementare la possibilità di incenerire a 142mila tonnellate annue (ben al di sopra del limite stabilito). 

Considerato che non si parla solo di ricadute sull’ambiente ma anche di conseguenze sulla salute di tutti i cittadini, chiede anche se e in che tempi la quota di rifiuti da avviare all’inceneritore verrà adeguata al valore dei risultati conseguiti con la raccolta differenziata da uno dei Comuni più virtuosi a livello nazionale e quali sistemi di monitoraggio sono stati attivati per verificare le emissioni dei particolati ultrafini pericolosi per la salute umana, visto l’innalzamento di 12mila tonnellate del limite stabilito per lo smaltimento dei rifiuti.