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CONCESSIONI IN SACCA DI GORO: disparità di trattamento e tensioni sociali

Bologna – 5 maggio 2022 – Il capogruppo di RETE CIVICA – Progetto Emilia-Romagna Marco Mastacchi ha presentato all’Assessore Mammi e alla Commissione Territorio, Ambiente e Mobilità un’interrogazione sulla situazione regolatoria delle concessioni in Sacca di Goro.  

Ci sono evidenti cambiamenti ambientali che stanno causando un notevole moria di vongole a discapito di un’economia del mare che è in crescita, con un valore complessivo prodotto dalle aziende della blue economy che, stando all’VIII rapporto sull’Economia del Mare, si attesta sui 47 miliardi di euro, dei quali la filiera ittica detiene una quota di 3,7 miliardi con un focus di oltre 700 milioni sull’export, come evidenziato dai dati del rapporto Ismea del 2020.

In seguito a una richiesta di accesso agli atti del consigliere Mastacchi, il competente Settore forniva i dati relativi alle aree demaniali oggetto di concessione in Sacca di Goro/Comacchio con evidenziazione del numero addetti per gli anni dal 2016 al 2020. Già nel maggio 2015 era stato richiesto a diverse cooperative l’adeguamento del numero addetti in osservanza delle disposizioni di cui alla DGR 1296/2014, come da tabella allegata. 

Come già emerso per i controlli effettuati nel 2015 emergerebbero, ora come allora, situazioni di splafonamento dei limiti previsti dalla citata DGR, pur considerando, per alcune situazioni, le aree occupate da canali o “zone di rispetto” e quindi non computabili per l’allevamento delle vongole ai fine del rapporto addetti/mq.  Dai territori segnalano che probabilmente l’analisi del rischio alla base del campione non comprende tutte le imprese che evidenziano disparità di metratura, né comprende la rappresentatività delle imprese ittiche rispetto al totale delle cooperative e ciò determina una forte disparità di trattamento soprattutto con le cooperative più piccole, anche se il sistema dei controlli nella Sacca di Goro è stato implementato e aumentato a garanzia del rispetto delle direttive vigenti, come riferito dall’assessore a una precedente interrogazione di Mastacchi. 

Nel 2021 con i controlli sono state verificate solo 22 imprese ittiche su 62 (nulla citando sulla percentuale degli addetti).  Nonostante sia in vigore il blocco al rilascio di nuove concessioni stabilito dalla L.145/2018 e dalla DGR 49/2021, si evidenzia che le traslazioni in taluni casi sono di fatto delle nuove concessioni nonostante il blocco mentre d’altra parte le aree ritirate in vigenza del blocco non vengono riassegnate.  La tensione sociale che sta emergendo nei territori della Sacca di Goro anche a causa delle modalità dei controlli è sul punto di degenerare, nonostante l’assessore nella risposta alla mia interrogazione oggetto 4603 evidenziava che i controlli sugli addetti avevano rilevato solo situazioni marginalmente irregolari, risolte e infine regolarizzate.  

L’incertezza inerente sia l’esito dell’incarico per la mappatura della Sacca di Goro, la cui scadenza al momento è fissata per settembre 2023 che le eventuali e conseguenti attività normative della Regione, impedisce ai concessionari di programmare in anticipo gli investimenti e le attività produttive correlate.

La Regione Veneto, a differenza della nostra, ha autorizzato la raccolta della semina di vongole veraci alla foce del fiume Po di Goro in un’area di confine tra le due Regioni e le due province di Ferrara e Rovigo già a febbraio 2022, creando una forte disparità di trattamento e grossi danni economici alle nostre imprese ittiche, che hanno visto svanire il loro lavoro.

A ciò si aggiunge che da recenti articoli di stampa si apprende che il sistema di allerta rapido per alimenti e mangimi in ambito europeo (RASFF) ha lanciato un allarme riguardante le vongole veraci della specie Ruditapes philippinarum che interessa il mollusco allevato in Spagna e importato in Portogallo e in Italia e che può risultare colpito dal batterio Norovirus.

Mastacchi aveva già evidenziato con un atto ispettivo dedicato, che l’introduzione di specie animali provenienti dalla Francia e Spagna avrebbero potuto avere effetti di variazioni colturali naturali. Da qui la necessità di elaborare un corretto allevamento della “ruditapes philippinarum nell’ottica di futuro rinnovamento intergenerazionale di un sistema fragile e sensibile come la Sacca di Goro.

Diversi gli interrogativi posti dal Consigliere Mastacchi: 

Quali provvedimenti sono stati adottati in riferimento alle difformità emerse nel 2015 e quali i criteri seguiti dalle cooperative che hanno regolarizzato la posizione, al fine di non sottrarre aree marittime “utilizzate in eccesso” ad altre cooperative costituite?

Quali i provvedimenti puntuali adottati dopo il 2015 in seguito al riversamento annuale dei dati al competente Servizio e quante imprese hanno provveduto alla relativa regolarizzazione?

Chiede inoltre quanti sono complessivamente gli addetti delle 22 imprese ittiche verificate nel 2021/2022 e a quanto corrispondono in percentuale rispetto al numero complessivo degli addetti di tutte le 62 imprese ittiche che operano in Sacca di Goro. 

Importante sapere anche quali controlli e prevenzioni siano state adottate dal Servizio veterinario dell’azienda AUSL per rilevare il batterio Norovirus, la cui proliferazione durante il periodo del trasporto delle vongole dalla Spagna all’Italia, che dura almeno 4 giorni, può diventare pericolosa e il cui rischio è definito “serio” dal sistema di allerta rapido per alimenti e mangimi in ambito europeo (RASFF).

Infine ma non meno importante, quali azioni concrete intende intraprendere per scongiurare tensioni di tipo sociale che stanno emergendo tra le imprese ittiche in quelle aree e tra le marinerie delle due regioni al fine di evitare problemi di ordine pubblico che andrebbero a sommarsi a evidenti danni economici per questo importante settore.