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Case di residenza per gli anziani: troppe zone scoperte nel territorio

Bologna – 11 aprile 2022 – Il capogruppo di RETE CIVICA – Progetto Emilia-Romagna Marco Mastacchi ha presentato alla Presidente dell’Assemblea legislativa Emma Petitti e alla Giunta Regionale una risoluzione per chiedere una riflessione sulla riorganizzazione dei servizi di degenza emiliano-romagnoli prevedendo una dislocazione più omogenea sul territorio.

Le Case Residenza per gli Anziani sono strutture sociosanitarie pensate per accogliere anziani con un livello di non autosufficienza di grado medio e severo e che però non necessitano di prestazioni ospedaliere. La casa-residenza garantisce assistenza medica, infermieristica e trattamenti riabilitativi per il mantenimento ed il miglioramento dello stato di salute e di benessere della persona anziana ospitata. 

Nel territorio diverse strutture hanno alcuni o tutti i posti letto convenzionati con l’Azienda AUSL e la retta è parzialmente compartecipata attraverso i Distretti tramite il Fondo Regionale per la Non Autosufficienza. Da una richiesta di dati ex art. 30 comma 3 dello Statuto e art. 119 comma 1 del Regolamento dell’Assemblea legislativa fatta dal Consigliere Mastacchi risulta che alcune zone dell’Appennino Bolognese risultano scoperte, fatto che determina disagi non indifferenti per una fascia della popolazione già fortemente provata dall’emergenza pandemica.

Lo stanziamento delle risorse per la non autosufficienza in Emilia-Romagna per il 2021 ammonta a circa 457 milioni, cifra che arriva a 520 milioni circa con il fondo nazionale e con il fondo “dopo di noi”. La Regione Veneto, per esempio, stanzia 736 MLN di euro per soddisfare i bisogni crescenti di questa fascia della popolazione a cui aggiunge un’ulteriore agevolazione attraverso la tassazione agevolata ai fini dell’addizionale IRPEF.

Mastacchi con questa risoluzione impegna la Presidente e la Giunta Regionale a valutare la riorganizzazione dei servizi di degenza emiliano-romagnoli, prevedendo una dislocazione più omogenea sul territorio laddove alcune aree risultano particolarmente “scoperte”. 

Una soluzione in tal senso può rivelarsi salvifica, dal momento che l’accesso e la permanenza presso queste strutture si arricchisce di una serie di valenze positive, talvolta inaspettate o comunque sottovalutate, e garantisce agli anziani di godere di una serenità e di una protezione di cui non potrebbero giovarsi qualora, trovandosi in stato di necessità, fossero impossibilitati ad accedere a queste residenze.