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CISPADANA: il pomo della discordia

Bologna – 31 marzo 2022 – Il capogruppo di RETE CIVICA – Progetto Emilia-Romagna Marco Mastacchi ha presentato alla Presidente dell’Assemblea legislativa Emma Petitti e alla Giunta Regionale un’interrogazione sulla ipotesi di realizzazione del tratto autostradale della Cispadana, sul quale sono convogliate numerose critiche. 

La Regione Emilia Romagna ha approvato nel Dicembre 2021 un piano dei trasporti che prevede la realizzazione e l’allargamento di nuove autostrade tra cui l’autostrada Cispadana che collegherà il casello Reggiolo-Rolo sulla A22 con la barriera di Ferrara sud sulla A13. Si tratta di 67,7 km tra Reggiolo e Ferrara che sembrano essere il paradigma del reale atteggiamento politico rispetto alla volontà di adeguare la filosofia dei trasporti all’impatto che hanno sull’ambiente e sul clima. 

Dal progetto del tratto autostradale si evince che i lavori di costruzione comporteranno l’emissione di 50 – 60.000 tonnellate di CO2, oltre 1.300 tonnellate di polveri sottili e più di 350 tonnellate di ossidi di azoto, aumentando così le polveri sottili nella pianura più inquinata d’Europa con un forte impatto sulle oltre 300 aziende agricole sparse lungo tutto il tracciato.

Il contributo della Regione sarebbe allo stato attuale di 279 milioni di Euro mentre il Governo interverrebbe con ulteriori 200 milioni.  Di non poco conto il fatto che il progetto di strada a scorrimento veloce originariamente proposto richiedeva un investimento pari alla metà di questa cifra. Il tutto mentre si sviluppa l’asse ferroviario Ravenna-Ferrara-Poggio Rusco-Brennero, che la stessa Regione sta potenziando. Il tratto autostradale della Cispadana sarà quindi in diretta concorrenza con la ferrovia che, oltre al resto, prevede la possibile realizzazione di una piattaforma intermodale a Poggio Rusco per collegare tutto il distretto interessato (in particolare quello bio-medicale di Mirandola) al Porto di Ravenna, a quello di La Spezia e finanche al centro Europa, con minore spreco di denaro pubblico e minore impatto ambientale. Il distretto biomedicale di Mirandola rappresenta un volano di crescita economica importante in un settore con elevate prospettive di sviluppo e i sindaci della bassa modenese e del basso mantovano vogliono essere presenti in prima persona nelle scelte che coinvolgono a vari livelli i loro territori. 

il progetto, già esistente dal 2004, della strada a scorrimento veloce da Reggiolo a Ferrara, abbinato al potenziamento già in atto della tratta ferroviaria Ravenna-Ferrara-Poggio Rusco e per tutti i motivi strategici, economici e ambientali più volte evidenziati, risulta più che ottimale oltre che in linea con le scelte dell’Emilia-Romagna e le direttive dell’Unione Europea, che vogliono implementare il trasporto ferroviario e ridurre drasticamente il trasporto di merci su gomma. 

Marco Mastacchi - 2021 - 3

La stessa Corte dei Conti ha recentemente criticato la norma nel Decreto Infrastrutture che prevede lo scorporo di ANAS da Ferrovie dello Stato, in quanto grave danno erariale alle casse dello Stato. Con la Cispadana non si potrebbe raggiungere la riduzione a zero delle emissioni nette entro il 2050 e trasformare la “Romea commerciale” in autostrada a pagamento toglierebbe un servizio al territorio, con un aumento significativo del traffico su un’arteria già particolarmente congestionata.

Mastacchi interroga la Giunta per sapere se la Regione Emilia-Romagna non ritenga più strategico potenziare l’asset del trasporto su ferro, spostando il traffico merci dalla gomma alla rotaia, più compatibile con le scelte dell’Emilia-Romagna e le direttive dell’Unione Europea, considerato che solo spostando il traffico merci su ferrovia si decongestionerebbe il traffico per almeno un 70% dei transiti.

Chiede inoltre se non sia necessaria una nuova Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) a supporto di un progetto esecutivo vecchio di oltre 10 anni e con VIA scaduta. VIA peraltro non basata sulle nuove linee guida del 2017.  Forse converrebbe realizzare i tratti mancanti della strada Cispadana extraurbana, riprendendo il vecchio progetto di una strada a scorrimento veloce, più compatibile in termini di sostenibilità economica e ambientale.